Niente quorum. Il referendum sulle trivelle fallisce. Secondo i dati del Viminale ha votato solo il 32% degli aventi diritto. Sette italiani su dieci, insomma, sono stati a casa. I risultati delle urne, comunque, consegnano una simbolica vittoria al «Si» che si è imposto con circa l'80% delle preferenze. Ovviamente si tratta di un successo che, a livello formale, non serve a nulla. Una sconfitta più ampia del previsto: le rilevazioni delle 12, infatti, avevano fatto ben sperare i promotori del quesito referendario e, soprattutto, i sostenitori del «Si». Invece, nel corso della giornata, l'affluenza è andata rallentando. L'atteso scatto in avanti tra le 19 e le 23 non c'è stato. La legge quindi non cambia: le trivelle nell'Adriatico potranno funzionare fino all'esaurimento dei giacimenti e non fino alla scadenza delle concessioni degli impianti.

In Canavese confermata la media nazionale: anche se, al voto, sono andate più persone, il quorum è rimasto un miraggio. Solo in pochissimi Comuni il referendum ha portato alle urne almeno il 50% degli aventi diritto al voto: Lugnacco ha raggiunto proprio il 50%. Vidracco da record con il 62,9% è il Comune del Canavese dove si è votato di più. In zona ha votato, in media, il 33,5% degli aventi diritto. In Provincia di Torino ha votato il 35,8% dei residenti.

Qui sotto i dati dell'affluenza in Canavese delle 12, delle 19 e delle 23, Comune per Comune.

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