Inizia un nuovo mese ma i ritardi hanno uno stile antico. Così il treno della linea Rivarolo-Chieri delle 7:49, lunedi mattina, è arrivato a San Benigno Canavese con quasi trenta minuti di ritardo. Ormai la gente non si arrabbia nemmeno più. Una signora anziana forse non potrà fare gli esami in ospedale, una ragazza di Pinerolo tenta di paragonare il servizio (meglio il disservizio) con la SFM2, due ragazze dell'est avvisano il proprio datore di lavoro che arriveranno in ritardo. Nessuno si arrabbia. L'abitudine al ritardo sta entrando nel dna dei passeggeri. Poi una pensa al Giappone, dove il capotreno chiede scusa per un ritardo di 30 secondi (non minuti), uno pensa alla Cina dove in 10 giorni costruiscono un ospedale. Le nostre ricercatrici hanno isolato il coronavirus. Per fortuna che non abitano in Canavese: sarebbero ancora sul treno. (P.r.)

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