Il lungo percorso di Rivabanca, questa mattina, si è concluso con l'apertura degli sportelli nella sede dell'urban center di Rivarolo. Il Canavese, adesso, ha la sua banca di credito cooperativo. Entro novembre aprirà anche la filiale di Rivara, secondo step di un «allargamento» dei confini quasi naturale per una banca che nasce sotto il segno degli oltre 1400 soci che hanno creduto nel progetto. Proprio a loro è stata dedicata la prima giornata di apertura, nei nuovissimi locali di fronte al centro commerciale. Un punto strategico per Rivarolo, facile da raggiungere e senza problemi di parcheggio. 

Su Rivabanca, il Canavese ha dimostrato una certa unità d’intenti. Un vero e proprio «evento» in un territorio dove, troppo spesso, i campanilismi la fanno da padrone. Tra i soci fondatori dell’istituto, oltre a Confindustria, Api, Asco e Cna, anche la diocesi d’Ivrea che, tre anni fa, con il vescovo Arrigo Miglio, ha «benedetto» il progetto della banca con l’acquisto delle quote.

Da statuto, l’istituto dovrà reinvestire gran parte degli utili in progetti sul territorio di appartenenza. Una banca etica, insomma, che rappresenta una grande occasione per l’intero Canavese, oggi afflitto da una crisi devastante. Crisi, però, che la nascente banca ha dribblato alla grande, diventando un fenomeno di massa: sono 1407 i soci che hanno sottoscritto le quote come soci fondatori (il 3% dell’intera popolazione della zona di riferimento). Tanto che, con largo anticipo, il comitato promotore ha raccolto i 5 milioni di euro necessari al capitale sociale. Un vero e proprio evento per il Canavese e, più in generale, per la regione: è dal 1961 che non apre una Bcc in Piemonte.

Abbiamo fatto un giro all'interno della nuova filiale... Ecco come RivaBanca si presenta ai canavesani.

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