Si è chiuso dopo quasi sei anni il contenzioso amministrativo che ha visto contrapposto il Comune di Rivarolo Canavese e la Sipea, l'azienda (oggi interamente passata ai francesi di Engie) che ha costruito la centrale a biomassa nell'ex cotonificio Vallesusa. Contenzioso che, nel 2013, quando ancora a palazzo Lomellini c'era la commissione prefettizia, aveva portato l'azienda a chiedere un potenziale risarcimento di 54 milioni di euro al Comune.

La richiesta era nata dal provvedimento negativo, rilasciato dall'ufficio tecnico, in merito ad alcune modifiche al progetto originale della centrale. Una parte degli impianti, infatti, è stata costruita su una porzione di Vallesusa adibita a parcheggio pubblico. L'azienda, nel 2003, si rivolse al Tar contestando il parere del Comune e chiedendo un maxi risarcimento qualora si fosse arrivati al blocco dell'impianto. La sentenza del 27 marzo ha dichiarato inammissibile il ricorso.

I giudici hanno fatto presente «allo stato degli atti, al di là della formale contestazione rivolta alla ricorrente di aver edificato alcune opere edilizie in forza di titoli illegittimamente rilasciati, priva di alcun effetto, nessun provvedimento concretamente lesivo è stato ancora adottato dall’amministrazione nei confronti della ricorrente: né un provvedimento di annullamento in autotutela dei titoli edilizi, né tanto meno un’ordinanza di demolizione delle opere edilizie in questione». Il Comune, infatti, non ha portato avanti provvedimenti in grado di bloccare l'attività della centrale «al fine di evitare limitazioni operative o difficoltà gestionali per l’attività imprenditoriale di Sipea».

Scelta saggia perchè, in questo modo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile dal Tar Piemonte. Ora, come auspicato anche dal Comune nelle proprie memorie difensive, non resta che disciplinare con una convenzione quella parte di centrale costruita sull’ex parcheggio, trovando un accordo sul diritto di superficie.

Galleria fotografica

Articoli correlati