Sarà la procura di Ivrea a occuparsi del delicato caso verificatosi la scorsa settimana alla scuola elementare di Rivarolo Canavese. Episodio che l'avvocato Enrico Maria Picco di Torino ha messo nero su bianco in una denuncia-querela presentata a nome dei genitori di un bimbo alle prese con una rara malattia, dai tratti comportamentali specifici dell’autismo. A causa della sua disabilità, purtroppo, il bimbo è stato isolato all'interno della classe, rimasta tra l'altro sprovvista di insegnanti di sostegno perchè la malattia è stata confermata solo ad anno scolastico in corso, quando era impossibile, per la scuola, reperire un altro insegnante di supporto. Circostanza che, ovviamente, ha aggravato la situazione.

A complicare le cose, la scorsa settimana, una «riunione improvvisata» convocata all'uscita del plesso dalla maestra della classe, un'insegnante con quasi 40 anni di esperienza. La maestra, di fronte ai genitori e alla mamma del piccolo, ha sbottato, coinvolgendo gli altri alunni. «Il bimbo impedisce il regolare svolgimento delle elezioni. Andate tutti dal preside a lamentarvi e chiedete che vengano presi provvedimenti per un sostegno adeguato per questo bambino». Reo, a suo dire, di comportamenti non facilmente gestibili da una sola insegnante. Poi rivolgendosi alla madre: «Ci ha mentito. Ci ha tenuto nascosti i problemi di suo figlio».  

Una scenata che avrebbe provocato evidenti traumi psicologici al ragazzino. Da qui la decisione di chiedere un provvedimento disciplinare per l'insegnante e di procedere, penalmente, nei suoi confronti. «La maestra ha confermato l’accaduto e, a nostro giudizio, ha tradito i più basilari temi etici e morali dell’insegnamento - dice l'avvocato Enrico Maria Picco - per questo abbiamo chiesto alla scuola di prendere dei provvedimenti».

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