Ventiquattro mila tonnellate di rottami movimentati illegalmente e sette persone denunciate a vario titolo per reati ambientali e frode fiscale. Fatture false per oltre 14 milioni di euro. Questo il bilancio di un’operazione portata a termine della Guardia di Finanza di Torino e coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo Piemontese, che ha posto fine all’attività criminosa di un’azienda operante nel settore dei rottami metallici che, secondo gli inquirenti, immetteva sul mercato rifiuti potenzialmente nocivi per la salute pubblica.
 
Si trattava, come hanno accertato i Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria Torino, di materiale di dubbia provenienza irregolarmente acquistato in violazione della normativa per lo smaltimento di rifiuti pericolosi. L’operazione, convenzionalmente chiamata “Dirty Metal”, è nata per far luce sulle modalità di acquisizione e rivendita di un ingente quantitativo di rottami metallici da parte un’impresa di Rivarolo Canavese. In quella occasione i Finanzieri hanno appurato come la società canavesana avesse acquistato oltre 24 mila tonnellate di rifiuti, “camuffando” la contabilità per mascherare l’effettiva provenienza degli stessi.
 
La tecnica adottata dagli indagati prevedeva che l’azienda contabilizzasse gli acquisti mediante fatture per operazioni inesistenti oppure dichiarando che la merce era stata ricevuta da privati cittadini. L’obiettivo, chiamiamolo così, dei responsabili era quello di aggirare la normativa ambientale e immettere in commercio rottami metallici che, in ragione della loro effettiva provenienza, sarebbero invece dovuti essere sottoposti a specifici trattamenti di recupero regolamentati per legge.
 
L’intervento della Guardia di Finanza ha interrotto la gestione abusiva dei materiali pericolosi che, proprio in virtù della loro fraudolenta provenienza, rappresentava un concreto rischio per l’ambiente e per la salute. L’amministratore della società (G.N., di anni 26), e altre cinque persone di età compresa tra i 73 e i 38 anni, amministratori di altrettante società, tutte del medesimo settore, sono stati denunciati per emissione di fatture false per oltre 14 milioni di euro, nonché per l’evasione di circa 3 milioni di Iva.  Lo stesso amministratore, insieme al suo predecessore (A.C., di anni 58), è stato denunciato anche per traffico illecito di rifiuti.

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