Era al telefono con i genitori, Guido Zabena, quando è morto annegato. Lo hanno raccontato la mamma Maria Stella e il papà Piero, oggi, ricostruendo quei drammatici minuti che, in nottata, sono costati la vita al loro unico figlio. Una tragedia assurda lungo una strada che Guido conosceva bene: la percorreva quasi tutti i giorni per tornare a casa dalla Dayco di San Bernardo d'Ivrea. Prima riportava a casa una collega a Feletto, poi faceva rientro in via Busano a Favria, dove abitava con i genitori.

«Ha chiamato per dire che era rimasto bloccato nel sottopasso a causa della pioggia - dice la mamma Maria Stella, 71 anni - mi diceva: "mamma aiutami, qui non viene nessuno. Va finire che muoio in macchina". Si è accorto di quello che stava succedendo ma non è riuscito ad uscire in tempo». Già: Guido Zabena è rimasto bloccato nel sottopasso allagato. Forse preso dal panico non è più riuscito ad aprire la portiera e nemmeno a sfondare un finestrino. E' rimasto al telefono fino a quando ha potuto.

«Mi diceva di chiamare i soccorsi. Diceva che l'acqua saliva sempre più e che la macchina si stava muovendo: vedeva la morte arrivare», aggiunge la mamma. Poi, ad un certo punto, la linea cade e da quel momento il 51enne non risponde più. «Ho provato a chiamare decine di volte ma era sempre staccato». La signora Maria Stella più volte aveva avvertito il figlio nei mesi passati: «Quando c'è brutto tempo, fai un'altra strada perchè quella è pericolosa». Un triste presagio in una notte drammatica.

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