Sette luglio 2014. Nubifragio sull'alto Canavese. In pieno pomeriggio. Due anziani rischiano di morire annegati nel sottopasso della ferrovia Canavesana tra Rivarolo e Feletto. Lo stesso dove, quattro anni dopo, troverà la morte Guido Zabena, l'operaio 51enne di Favria, rimasto bloccato dentro al tunnel allagato nella notte tra lunedì e martedì. «E' una storia che si ripete, una tragedia annunciata», dicono i residenti della zona. E, in effetti, costruito nel 2000 da Gtt per eliminare un passaggio a livello particolarmente problematico, quel sottopasso ha sempre dato problemi in caso di nubifragi. Si era allagato anche a giugno, venti giorni prima della tragedia.

Il sette luglio 2014 (nelle foto), probabilmente, non entrarono in funzione le pompe idrauliche (tre in tutto) installate per aspirare l'acqua in caso di pioggia. Le persone a bordo dell'auto riuscirono ad uscire in tempo, con l'auto ormai allagata. Arrivavano da Rivarolo in direzione Feletto. Già allora, come avvenuto in altre circostanze, a peggiorare la situazione (si vede bene nel video sotto) ci ha pensato l'enorme massa d'acqua riversatasi sulla carreggiata stradale da una tubatura all'altezza del passaggio pedonale. In quattro anni da quell'episodio, che rischiò seriamente di trasformarsi in una drammatica tragedia (come quella dell'altra notte), si è mosso poco o nulla.  

E' stata fatta la manutenzione alle pompe, questo si, ma nessuno ha risolto il problema dell'acqua che, ad ogni pioggia, cade copiosa da un tombino posto all'altezza dei binari della ferrovia. Un fiume d'acqua e melma che, purtroppo, l'altra notte, ha provocato la morte di un uomo.

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