Ha avuto luogo domenica IV Novembre, di fronte a Palazzo Lomellini di Rivarolo Canavese, il clou delle celebrazioni per il centenario della Grande Guerra, a ricordo dei 142 caduti del centro canavesano. Le ricorrenze sono iniziate il giorno prima nella sala consiliare dove è stata inaugurata la mostra fotografica «1915–1918: frammenti di memoria» - visitabile fino all’undici novembre - fortemente voluta dal Gruppo di Rivarolo dell’Associazione Nazionale Alpini ed organizzata con la collaborazione dell’Assessorato alla Cultura e della Biblioteca Besso Marcheis e con il supporto di alcune scolaresche della Scuola Primaria statale di Argentera.

Il IV novembre, sotto un cielo nuvoloso ma fortunatamente senza pioggia, di fronte alla lapide dei caduti della prima e della seconda guerra mondiale, alla presenza di numerose associazioni d’arma e cittadine, che non elenchiamo perché numerosissime, della Filarmonica rivarolese, dei comandanti della Polizia Municipale e dei Carabinieri, alla presenza delle delegazioni delle scolaresche del Capoluogo e di tantissimi cittadini, si sono svolte l’alzabandiera e la deposizione di due corone d’alloro, una dell’Amministrazione Comunale ed una dell’Associazione Alpini.

Hanno avuto luogo successivamente i saluti del Sindaco della città Alberto Rostagno e del Sindaco del Consiglio Comunale dei ragazzi Pietro Gallo, il discorso del Professor Antonio Rinaldis del Liceo Moro e la recita della preghiera a ricordo dei caduti da parte di don Maurizio Morella. I labari, al segnale dello speaker Giuseppe Bollero, si sono alzati al momento dell’Inno nazionale e del “Silenzio d’Ordinanza”. Qualcuno ha ricordato nel proprio cuore parenti caduti in battaglia o a seguito delle ferite o delle malattie contratte nelle trincee.

Dopo cento anni il sacrificio di oltre 650.000 caduti deve essere segno tangibile, ricordo di tanti valori che ci vogliono e ci devono caratterizzare quali il senso del dovere, l’importanza della pace, l’impegno per il prossimo. Proprio a proposito del prossimo, il sindaco ha ricordato nel suo saluto la drammatica situazione meteorologica che ha duramente colpito le terre dove cent’anni fa si combatté (senza dimenticare la Liguria e la Sicilia anche loro sferzate dal vento e dalla pioggia). Come non ricordare lo sforzo di tante associazioni presenti a favore del prossimo in situazioni disastrose a seguito di sismi o di alluvioni oppure nell’attività quotidiana. Sono passati cento anni eppure lo spirito patrio non è venuto meno.

Infine, giovedì 8 novembre, avrà luogo presso la sala Consiliare di via Ivrea la presentazione della tesi di Laurea di Giorgio Bena, «La commemorazione dei caduti nei monumenti di Rivarolo Canavese». (P.R.)

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