L'associazione «Non bruciamoci il futuro» ha invitato gli enti interessati a rigettare la richiesta della società che gestisce la centrale a biomasse di Rivarolo Canavese di praticare un nuovo pozzo di prelievo acqua dalle falde sottostanti.

«In sintesi, le ragioni di tale opposizione sono le seguenti: si tratterebbe di poter prelevare enormi quantità d'acqua (385.920 metri cubi all'anno), pari quasi al consumo complessivo degli abitanti della città di Rivarolo; parte dell'acqua prelevata, dalle torri evaporative, andrebbe a disperdersi in atmosfera sotto forma di vapore con possibili mutamenti climatici nella zona circostante ed il rimanente quantitativo andrebbe a caricare maggiormente il già critico sistema fognario; considerato il già alto impatto ambientale della centrale a biomasse, riteniamo che le falde acquifere siano un bene comune da non sprecare preservandole al razionale consumo umano ed agricolo».

Non solo: come l'associazione sottolinea in un comunicato, «praticare un nuovo pozzo all'interno di un'area che da centinaia d'anni è stata oggetto di attività industriale (con utilizzo delle più varie sostanze chimiche) richiederebbe cautela e prudenza per non correre il rischio di inquinare le falde acquifere o avere effetti negativi su tutto l'assetto idrogeologico della zona».

Galleria fotografica

Articoli correlati