RIVAROSSA - Negli ultimi tempi fioccano in diversi centri del Canavese le lamentele da parte dei residenti per quanto riguarda l'eccessiva rumorosità di alcuni spari provenienti dai dissuasori anti-cinghiali. Dopo il caso delle segnalazioni di cittadini, un po’ preoccupati e un po’ esasperati, a San Benigno per i botti di sera, che provengono da «cannoncini» anti-ungulati, mugugni e proteste arrivano pure da Rivarossa.

Nella piazza virtuale dei social, i rivarossesi hanno espresso tutto il loro disappunto: «Gli spari durano tutta la notte. Tante parole, ma nessuno fa niente. Intanto non si dorme. E’ un vero disagio soprattutto per bambini e anziani». C’è anche chi sottolinea come i rumori scaturiti dalle armi anti-cinghiale possano causare forti spaventi agli animali sia domestici sia selvatici che rischiano, come spesso succede per i fuochi d'artificio, di subire conseguenze gravi: nausea, stordimento e persino infarto.

Diversi canavesani chiedono poi un intervento concreto dell’Amministrazione comunale, sulla falsariga di quanto fatto in passato dai Comuni di Lusigliè e Feletto o nel paese di Montelupo in provincia di Firenze. In queste realtà, infatti, si sono svolti accertamenti sul rispetto di alcune norme da parte degli agricoltori che fanno uso di armi al fine di cacciare i cinghiali, come ad esempio la posizione dalla quale si spara, la distanza da tale punto alle abitazioni, gli intervalli minimi di tempo che devono essere rispettati tra uno sparo ed il successivo e la fascia oraria nella quale queste operazioni di dissuasione possono essere svolte. (M.C.)

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