Galleria fotografica

RONCO CANAVESE - Un grave lutto ha colpito in queste ore Ronco Canavese e la Valle Soana, che piangono la scomparsa di Thierry Rossi. Originario della Francia, dopo aver vissuto tanto tempo a Parigi una decina abbondante di anni fa si era trasferito in Canavese, andando a vivere a Bosco, frazione di Ronco Canavese, dove era nata sua madre, Paola Roscio. Qui il 66enne aveva ideato e dato vita al «Jardin del Maret»: un giardino di recupero che, gratuito e aperto a tutti, ospita un museo di attrezzi antichi della Val Soana, impreziosito da una serra, un laghetto piovano, una biblioteca, e una zona artistica.

A dare l'annuncio della sua improvvisa scomparsa sui social è stata Ivana Olivo, moderatrice del gruppo Associazione Jardin del Maret: «È con profonda tristezza che devo comunicarvi una notizia che non avrei voluto… ancor più in queste giornate di festa… Thierry, il Maret, l'ideatore e fondatore del "Jardin del Maret "ci ha lasciato ieri. Una persona che amava la sua terra d origine, la natura. l'amicizia creativa e intelligente. Con il suo "jardin" aveva creato un luogo in mezzo alla natura dove l'arte del riuso e dell 'amicizia la facevano da padroni. Un luogo dove potersi incontrare con gli amici, fare un picnic, leggere un libro e fare una chiacchierata con lui. Sempre pronto a raccontare, a spiegare ciò che nella sua fervida mente nasceva e che poi prendeva forma. Aveva creato questa associazione dove tutti potevano dire la loro».

«Aveva ideato persino un concorso fotografico con tanto di premiazione con l'aiuto di alcuni esercizi della valle: per creare aggregazione, amicizia e conoscenza. Purtroppo da un anno il giardino era chiuso a causa di un problema con la società Smat, ma lui stava già pensando al "Jardin del Maret 2". Rimarrai sempre l'amico sincero con i tuoi pregi e i tuoi difetti e ricorderò sempre il tuo modo di parlare "da maret". Le chiacchierate con te e Milena e tanti altri bei momenti che in questo momento non riesco a scrivere. Un abbraccio a Milena e a quelli che gli hanno voluto bene. Ciao Thierry».