Il Tar del Piemonte ha accolto il ricorso presentato dai Comuni di Rondissone, Mazzè, Torrazza e Verolengo contro il via libera della Città metropolitana di Torino alla realizzazione di un impianto di produzione di biometano e di compost previsto dalla "Ferplant Srl" di Chivasso nella zona periferica di Rondissone. I Comuni avevano presentato il ricorso sulla base di inevitabili impatti ambientali, a livello di inquinamento delle acque, di odori, rumore e viabilità, sui propri territori nei pressi dell’impianto.

Tra le motivazioni di accoglimento dell'istanza anche la presenza, a distanza di 423 metri dal luogo di localizzazione dell’impianto, di un complesso abitativo con 133 residenti, troppo vicino secondo il Programma Provinciale Gestione dei Rifiuti che prevede una fascia di rispetto di 500 metri da centri e nuclei abitati. Contro la realizzazione dell’impianto a biometano era nato anche un comitato di cittadini. I Comuni avevano più volte espresso delle perplessità sull'intervento in ordine anche al grosso quantitativo di rifiuti che sarebbero stati trattati.

L'autorizzazione, datata 12 dicembre 2018, riguardava un impianto di produzione di biometano e di compost derivante dalla digestione anaerobica della frazione organica del rifiuto solido urbano, nonché di altri rifiuti e sottoprodotti. "Il ricorso è fondato - scrivono i giudici del Tar - e l’organo competente dovrà nuovamente riesercitare il potere attinente al giudizio di compatibilità ambientale dell’impianto. Trattandosi di provvedimento presupposto all’autorizzazione unica, consegue l’annullamento anche di tale provvedimento".

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