I piccioni hanno tirato troppo la corda. Il Comune di Salassa passa al contrattacco. Basta pennuti che sporcano il centro storico del paese. D'ora in poi sarà guerra. La giunta Ansinello ha studiato un metodo repressivo che è tutto un programma. Niente spuntoni elettrici o sofisticati sonar. Solo quattro casse (posizionate sulla torre del ricetto) per «trasmettere» ai piccioni un chiaro messaggio: «Andatevene!».

Portatori del messaggio saranno aquile, falchi e altri uccelli predatori che, nella lingua dei pennuti, tenteranno, a suon di minacce, di allontanare piccioni e colombi. Simulando la loro presenza, il Comune spera di allontanare gli scomodi inquilini del centro. Il canto dei predatori, infatti, spaventa gli uccelli «urbani», quel tanto che basta per convincerli a nidificare altrove. La speranza è che sia sufficiente ad allontanare colombi e piccioni almeno dal centro storico di Salassa, dove il loro passaggio coincide solitamente con danni alle abitazioni e alle piazze, con evidenti problemi per la salute pubblica. Se poi i pennuti dovessero accorgersi dell'inganno, non osiamo nemmeno immaginare la rappresaglia. 

L’impianto hi-fi con i minacciosi versi degli uccelli predatori andrà a coprire un’area di circa 30 mila metri quadri. L’intero centro storico del paese. La soluzione garantisce anche un buon risparmio: lo stereo per i colombi costerà più o meno 1000 euro. Il sistema funzionerà a intermittenza solo di giorno per non turbare il sonno dei salassesi. 

Da parecchi anni il Comune non riesce più a tenere sotto controllo la popolazione di colombi. Tanto che si sono moltiplicate, in municipio, le segnalazioni relative a problemi di «imbrattamento da escrementi» di case e piazze. L’impianto stereo che trasmetterà il canto delle aquile sarà fornito da una ditta specializzata di Roma.

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