SALASSA - Muore a 45 anni in ospedale, il compagno chiede «verità e giustizia». Lo scrittore Pirandello lo avrebbe descritto come uno «strappo nel cielo di carta». Lo squarcio che ha fatto crollare il mondo del giovane cuorgnatese, Andrea Pistillo, ha una data e un’ora precise: le 00.50 di venerdì 29 luglio, quando all’ospedale di Vercelli gli è stato comunicato che la sua adorata compagna, Tiziana Scarcella, non c’era più.

La 45enne, che viveva con Andrea a Moncrivello ma era originaria di Salassa, è scomparsa al nosocomio vercellese dopo un «calvario» di quasi 10 ore. E’ iniziato tutto alle ore 14.30 circa di giovedì scorso. Tiziana Scarcella, ex barista a Rivarolo Canavese, è stata portata nell’area di emergenza dai sanitari del 118. Le è stato fatto il tampone poi è stata sistemata in una delle stanze del reparto in attesa di esami. Da quel momento qualcosa è andato storto, fino al tragico epilogo di venerdì notte. Andrea Pistillo e i suoi familiari si sono già recati dai carabinieri della compagnia di Ivrea per sporgere denuncia e chiedere all'autorità giudiziaria di fare luce sulla drammatica vicenda.

«Il primo maggio Tiziana è caduta dalle scale a casa – racconta Andrea Pistillo, che conviveva con lei da 14 anni – Si è fratturata tibia e perone. E’ stata operata d’urgenza all’ospedale di Vercelli il giorno dopo. E’ stata dimessa, con 18 chiodi nella gamba, dopo 5-6 giorni. Abbiamo iniziato appena possibile la terapia rieducativa. Visto che era allettata facevamo quotidianamente una iniezione sottocutanea di eparina, come anti-trombosi. Siccome la calcificazione era lenta, il 20 giugno 2022 alla clinica Santa Rita di Vercelli è stata sottoposta ad un’altra operazione di stimolo biologico per accelerare la guarigione. Anche il decorso di questa operazione non ha dato particolari problemi».

La fisioterapia, i primi miglioramenti e quella visita di controllo fissata all’11 agosto, che però Tiziana non effettuerà mai. «Si è sentita male giovedì mattina, 28 luglio – aggiunge Andrea Pistillo – le mancava il respiro, aveva i brividi e dolore addominale. Mi ha telefonato per avvisarmi del malessere mentre ero al lavoro. Mi sono precipitato a casa. Mi sono accorto che qualcosa non andava. Tiziana aveva le labbra viola ed era molto stanca. Ho subito chiamato il 118. L’equipe medica l’ha visitata e portata in ambulanza al pronto soccorso di Vercelli per accertamenti». 

Da quell’ospedale Tiziana Scarcella non è più uscita. Il compagno Andrea ha conservato tutti i messaggi e i vocali che si sono scambiati mentre lei era ricoverata al pronto. Li ha comunicati già alle Forze dell’ordine per le indagini. Li conosce tutti a memoria, ora e contenuto: «Alle 15.30 mi ha scritto che il tampone era negativo. Attendeva di essere portata a fare degli esami di rito. L’ho raggiunta in ospedale. Non potendo entrare, ho chiamato l’interno per avere informazioni sul suo stato di salute, ma mi hanno detto che il medico era impegnato. Ho sentito Tiziana alle 19.45, poi alle 20.45. Alle 21.31 mi ha scritto che dagli esami effettuati era emersa una coagulazione di sangue vicino all’apparato respiratorio». L’ultimo messaggio della compagna è delle 21.40, poi più nulla. 

Tornato a casa, in Andrea monta la preoccupazione: «Mi ha chiamato il dottore dell’ospedale per informarmi che Tiziana aveva avuto un infarto polmonare. Era stata trasferita in cardiologia, ma non era in pericolo di vita. Più passava il tempo, più mi preoccupavo però. Non rispondeva ai miei messaggi e vocali. Due ore dopo, a mezzanotte e 5 minuti, dall’ospedale mi hanno detto di andare lì che la situazione era precipitata. Poco prima dell’una ho saputo che Tiziana non c’era più. Vogliamo capire cosa è successo. Vogliamo la verità, sapere se Tiziana poteva essere salvata o se è stata solo una tragica fatalità. Vogliamo solo questo. Lo devo a Tiziana, che era una donna solare, con tanti sogni da realizzare insieme, ben voluta da tutti, vitale e genuina. Non si meritava quello che le è successo». 

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