SAN BENIGNO CANAVESE - Resta agli arresti domiciliari in una struttura psichiatrica, il 45enne di San Benigno Canavese, Renato Vecchia, che il 15 ottobre di un anno fa ha ucciso a coltellate la mamma Ermanna Pedrini, 63 anni, parrucchiera. Per la procura di Ivrea l'accusa resta di omicidio volontario aggravato anche se una perizia psichiatrica ha riconosciuto la seminfermità mentale dell'uomo. 

Solo con il riconoscimento della seminfermità da parte del tribunale, Vecchia potrà essere processato con il rito abbreviato che prevede uno sconto di un terzo della pena. Secondo i carabinieri, che arrestarono l'uomo a Pont Canavese dopo una mattinata di ricerche a seguito del ritrovamento del corpo della donna, l'omicidio maturò per dissidi tra madre e figlio, scaturiti dalle continue richieste economiche del 45enne. 

Un rapporto, quello tra i due, che era peggiorato dopo la morte del padre, già agente della polizia locale, e la successiva separazione dalla moglie, con la quale Vecchia aveva avuto due figli. Un mese e mezzo prima del delitto il 45enne era tornato a vivere dalla madre dopo aver passato un periodo in una comunità di recupero a San Maurizio. 

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