SAN BENIGNO CANAVESE - Renato Vecchia rimane in libertà vigilata nella comunità di San Maurizio Canavese dove, grazie al percorso riabilitativo, partecipa a corsi di apicoltura, mostre e gruppi di lettura e di cinema ormai da mesi. Questo provvedimento è stato confermato l'altra mattina dalla Corte d’Assise di Ivrea presieduta dal giudice Vincenzo Bevilacqua. Una decisione che ha messo d'accordo tutti, anche i suoi legali e quelli di parte civile.

Il 46enne, due anni fa, pochi giorni dopo essere uscito da Ville Turina Amione, struttura dove riceveva cure neuropsichiatriche per la sua depressione, uccise la madre con numerose coltellate. La dottoressa Patrizia De Rosa lo ha dichiarato seminfermo mentalmente, ma comunque imputabile. È stata così confermata la libertà vigilata anche per via dei due tentativi di suicidio, uno quando era nella struttura psichiatrica e uno dopo la morte della madre mentre era in carcere.

Il 15 ottobre 2020, Vecchia, mentre erano seduti a tavola per cena, aveva ucciso la madre con almeno 23 coltellate, dopo una lite per motivi economici. Subito dopo era uscito dalla villa per vagare in auto per diverse ore fino alle 4 del mattino quando è rientrato a casa. Fuori dal cancello, sotto l’insegna del negozio «Ermanna acconciature» , aveva appeso un cartello avvertendo i clienti che la madre per motivi di salute quel giorno non avrebbe ricevuto nessuno. Era successivamente andato a Pont Canavese da un amico dove era stato poi arrestato dai carabinieri. Il processo a Ivrea inizierà il prossimo 17 maggio.

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