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SAN CARLO CANAVESE - I bordi stradali e i prati della Riserva naturale della Vauda trasformati nell’ennesimo caso di discarica a cielo aperto. Plastica, materiale edile di scarto, bottigliette, mobili di legno rotti, cartacce, gomma per cuscini, sacchi neri della spazzatura e altre diverse tipologie di rifiuti: fanno tutti brutta mostra di sé lungo la strada che da San Carlo Canavese va a San Francesco al Campo per poi raggiungere Lombardore.

A segnalare lo scempio alla nostra redazione e alla comunità del web attraverso un post, in stile #taggailmaiale, con tanto di dettagliato report fotografico è stato un residente, esasperato da una situazione di inciviltà e assoluta mancanza di rispetto che si ripete costantemente nel tempo.

Tra l’altro proprio di recente il Governo Meloni ha previsto con decreto legge pene più severe per chi sporca strade e campagne gettando sacchetti o oggetti dall’auto: da 1.500 fino a 18.000 euro per chi abbandona rifiuti utilizzando un mezzo a motore. Si rischia anche la sospensione della patente fino a quattro mesi. I titolari d’impresa e i responsabili di enti rischiano l’arresto da sei mesi a due anni o sanzioni da 3.000 a 27.000 euro. Bittare a terra un mozzicone di sigaretta o un fazzoletto può costare multe fino a 1.188 euro, mentre per rifiuti come lattine, bottiglie di vetro o sacchetti la sanzione è più pesante. Quando l’abbandono avviene in aree protette o contaminate, oppure comporta rischi per la salute pubblica, scatta il carcere: da sei mesi a cinque anni e mezzo; per i rifiuti pericolosi il massimo sale a sei anni e mezzo.