Si va verso i licenziamenti alla De Tomaso, l'azienda torinese che conta 900 dipendenti, 300 dei quali canavesani ex Pininfarina di Bairo e San Giorgio Canavese. I lavoratori hanno manifestato ieri mattina davanti alla Prefettura di Torino, dove è stata ricevuta una delegazione. «Abbiamo sollecitato un intervento al ministero dello Sviluppo Economico - spiega Vittorio De Martino, segretario generale della Fiom Piemonte - perchè ci convochi e proroghi la cassa integrazione straordinaria che scade il 4 settembre».
 
La situazione del marchio non si è ancora sbloccata e questa incertezza tiene in stallo gli investitori che vorrebbero rilevare l’azienda, ma che vogliono poter utilizzare il marchio storico. Il curatore fallimentare dell'impresa, Enrico Stasi, ha confermato che senza una offerta sarà difficile chiedere un rinnovo della cassa in deroga che scade il 4 settembre. E i licenziamenti rischiano di essere inevitabili. Le lettere potrebbero arrivare già il 25 luglio. «Per questo serve una proroga fine alla fine dell’anno - dicono i sindacati - ma perché questo sia possibile serve un piano industriale».
 
La Regione Piemonte, dal canto suo, ha garantito il massimo impegno per ottenere una proroga della cassa e il pagamento degli arretrati. Da aprile, infatti, ai lavoratori sono arrivati soldi a mesi alterni. Le lettere di licenziamento dei 900 lavoratori potranno essere revocate se la procedura commissariale riuscisse (a sorpresa) a portare a termine una possibile operazione di affitto o cessione dell'azienda tale da poter produrre effetti positivi sull'occupazione.

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