Sulla villa sangiustese del boss del narcotraffico Nicola Assisi, arrestato recentemente in Brasile, sventola il Tricolore, accanto alla bandiera dell’associazione Libera.

Un simbolo, a significare la conquista dell’immobile da parte dello Stato e la vittoria contro la criminalità. Oggi, infatti, è stato siglato il protocollo d’intesa tra Regione, Città Metropolitana, Prefettura, Demanio e Agenzia nazionale dei beni confiscati alla mafia. «Oggi ha vinto lo Stato – ha affermato il presidente regionale Alberto Cirio – Grazie alla stipula del protocollo, la villa nata dai proventi della criminalità verrà restituita alla cittadinanza. E noi faremo la nostra parte per sostenere il progetto.

La legalità alla fine vince sempre, è questo l’insegnamento che dobbiamo trasmettere ai nostri figli». Alla cerimonia hanno partecipato anche il sindaco torinese Chiara Appendino, il primo cittadino di San Giusto, Giosi Boggio, il prefetto di Torino, Claudio Palomba, e il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti.

La cerimonia della firma della convenzione è stata organizzata proprio presso l’immobile che l’estate scorsa è stato danneggiato da un incendio. «Un episodio che ha tutta l’evidenza di una natura intimidatoria – spiega la Prefettura in una nota – L’organizzazione dell’evento odierno presso la villa confiscata è un esplicito segnale della presenza dello Stato e della sua determinazione nella lotta alle mafie e nel reimpiego con finalità di utilità sociale dei loro patrimoni».

E sull’importanza del riutilizzo dei beni confiscati alla mafia ha insistito soprattutto don Ciotti: «Aggredire il patrimonio è ciò che fa più loro male. Nella lotta alla criminalità organizzata bisogna unire il piano giudiziale a quello sociale. L’evento di oggi rappresenta un segnale di speranza, la rinascita di un bene che è sorto dal male».

Grazie alla firma odierna, la villa entra in possesso della Città Metropolitana che a settembre dovrà indire il bando per il suo reimpiego, a distanza di sette anni dalla procedura di confisca. «Oggi siamo qui anche per ribadire l’importanza del lavoro per rafforzare la cultura della legalità – ha commentato Chiara Appendino – E’ importante che le istituzioni non siano lasciate sole».

Numerosi gli amministratori locali presenti all’appuntamento con la fascia tricolore, oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine, fra cui il comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Francesco Rizzo.

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