SAN MAURIZIO CANAVESE - La Guardia di Finanza di Torino sta dando esecuzione a un'ordinanza di custodia cautelare e ad un decreto di sequestro preventivo nei confronti di tre soggetti indagati per frode fiscale. Sono residenti a Moncalieri, San Maurizio Canavese e Bergamo. Le indagini hanno consentito di svelare le condotte illecite perpetrate da due fratelli, dipendenti di una società operante nel settore delle saldature di condotte per impianti industriali, i quali, avvalendosi della collaborazione di un terzo soggetto, avevano creato ad hoc tre imprese a quest’ultimo formalmente intestate ovvero a suoi familiari o conoscenti, ma di cui gli stessi avevano mantenuto, di fatto, la gestione, allo scopo di emettere fatture per operazioni inesistenti.

Il vorticoso giro di fatture false, emesse nei confronti di varie imprese attive nel comparto delle lavorazioni, riparazioni e manutenzioni meccaniche, nelle province di Torino, Bergamo e Napoli, con interessi anche oltre i confini nazionali, ammonta ad oltre 7 milioni di euro. Il meccanismo prevedeva che l’impresa utilizzatrice, una volta ricevuto il documento farlocco, pagasse il dovuto attraverso movimentazioni finanziarie tracciate, di modo da far apparire tali transazioni commerciali come effettivamente avvenute. In realtà, gli importi dei bonifici percepiti dalle imprese emittenti venivano, successivamente, prelevati, a volte in maniera frazionata, dai soggetti appartenenti al sodalizio criminale che provvedevano a restituire le somme incassate, previa decurtazione dell'Iva esposta in fattura a titolo di ristoro.

I finanzieri, a seguito di mirate perquisizioni, hanno sequestrato copiosa documentazione, anche di natura extra-contabile, quali appunti e pro-memoria, ed effettuato specifiche indagini finanziarie che hanno confermato le ipotesi investigative. Per i due fratelli sono scattati gli arresti domiciliati e dell’obbligo di dimora nel comune di Torino per il terzo soggetto compartecipe, con il sequestro preventivo di beni fino a 7 milioni di euro. Il complice tra l'altro, fino a febbraio 2020, ha percepito il reddito di cittadinanza. La sua posizione sarà comunicata all'Inps di modo da procedere al recupero di quanto indebitamente ottenuto.

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