SAN MAURIZIO CANAVESE - Nella serata del 4 dicembre 2025 i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Modena hanno arrestato quattro persone, rispettivamente di 58, 46, 44 e 21 anni, tutte albanesi, per associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti di trattori agricoli, ricettazione e autoriciclaggio di autovetture rubate. L’attività investigativa ha avuto inizio nel settembre 2025, dopo l’incremento dei furti di mezzi agricoli registrati durante l’estate nella provincia modenese, in particolare dopo il furto di quattro trattori in un’azienda agricola di San Prospero e quello di ulteriori due mezzi a Zocca, tra il 4 e il 5 agosto 2025.
Le successive indagini hanno consentito di identificare i responsabili dei furti, avvenuti oltre che in Emilia Romagna anche in Piemonte, in particolare a San Maurizio Canavese. La banda, infatti, avrebbe razziato il concessionario di trattori John Deere di Ceretta nella notte tra il 13 e il 14 novembre. In quell'occasione, dopo aver forzato il portone d’ingresso, i banditi avevano portato via tre trattori, poi nascosti vicino al torrente Stura, in una zona boschiva. I mezzi erano dotati di antifurto satellitare: nel giro di poche ore sono stati recuperati.
Gli indagati individuavano gli obiettivi da colpire attraverso accurati sopralluoghi e utilizzavano autovetture rubate per asportare i trattori. Dopo i furti consumati nelle aziende agricole ad opera di tre degli indagati, i trattori venivano caricati su un autoarticolato in uso al quarto indagato, il più anziano del gruppo, che si occupava di trasportarli in Albania, con un viaggio via terra attraverso la Slovenia, la Croazia, la Bosnia Erzegovina ed il Montenegro.
Le indagini hanno consentito di acquisire in tempi rapidissimi gravi indizi di colpevolezza a carico dei quattro indagati in relazione alla commissione del furto di 28 trattori agricoli (22 dei quali sono stati recuperati dalla polizia giudiziaria e restituiti agli aventi diritto), 17 tra autovetture e furgoni (14 dei quali sono stati riconsegnati ai legittimi proprietari). Il valore commerciale della refurtiva recuperata si aggira intorno ai 2,5 milioni di euro. Nel corso delle attività di perquisizione sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro penale alcuni disturbatori di frequenze Jammer, un rilevatore di microspie, alcune chiavi di avviamento dei trattori e arnesi da scasso, utilizzati in occasione dei furti.






