Picco dell'influenza in corso, in Canavese come altrove. A livello nazionale, i dati InfluNet (sistema nazionale di sorveglianza epidemiologica e virologica dell’influenza coordinata dal Ministero della Salute) mostrano un aumento dei casi a partire dalla settimana tra il 4 e il 10 dicembre. Gli ultimi dati disponibili, riferiti alla settimana dal 25 al 31 dicembre scorsi, segnalano una continua ascesa della curva epidemica, in modo sostanzialmente sovrapponibile a quello della scorsa stagione, con un’incidenza nazionale settimanale di circa 11 casi per 1000 assistiti. La fascia di età maggiormente colpita è quella dei bambini al di sotto dei cinque anni in cui si osserva un’incidenza pari a circa 29 casi per mille assistiti e quella tra 5 e 14 anni pari a 19. Un brusco aumento anche negli anziani in cui l’incidenza settimanale è pari a circa 6 casi per mille assistiti.

In Piemonte il numero dei casi è aumentato in tutte le fasce d’età: l’incidenza settimanale nella fascia pediatrica (0-14 anni) è di 34 casi per 1000 assistiti, come al solito la fascia d’età più colpita; per le persone tra i 15 e i 64 anni è di 14,5 casi per 1000 assistiti; per le persone con più di 64 anni è di 8 casi per 1000 assistiti. In Piemonte, dall’inizio dell’epidemia influenzale, sono stati segnalati soltanto 2 casi gravi e nessun decesso.

In Canavese (TABELLE SOTTO), tra il 5 e l'otto gennaio, si sono rivolte al pronto soccorso (ospedali di Ivrea, Cuorgnè, Chivasso e Ciriè) 1698 persone. Il numero di accessi ai Pronto Soccorso aziendali in questi giorni ha riguardato soprattutto persone anziane, già fragili per l’età e per le patologie preesistenti, che presentavano complicanze legate a problemi respiratori o gastrointestinali con necessità di ricovero.

In sintesi, il virus influenzale della stagione 2017-2018 non presenta caratteristiche di particolare aggressività rispetto al passato. Non vi è alcun incremento di mortalità rispetto al normale andamento dell’influenza, che, quindi, al momento non rappresenta in alcun modo un’emergenza sanitaria, se non a causa dell’aumento del numero degli accessi nei Pronto Soccorso.  

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