SCARMAGNO - Soddisfazione ma prudenza da parte dei sindacati sul progetto della mega fabbrica di batterie annunciata a Scarmagno, nell'area ex Olivetti.

«In attesa di capire meglio come si svilupperà il progetto industriale annunciato da Italvolt nell’area ex Olivetti di Scarmagno per la realizzazione della prima “Gigafactory” in Italia, salutiamo positivamente questa notizia. Il rilancio di un vecchio sito industriale, in disuso da tanto tempo, e soprattutto di un territorio come quello canavesano, fortemente piegato dalla crisi, non può che farci piacere sia per i riflessi postivi sull’occupazione sia per la concreta opportunità di sviluppo. Chiediamo che venga attivato, appena possibile, un tavolo di confronto regionale per individuare le competenze e professionalità dei lavoratori necessarie e funzionali alla realizzazione del progetto». Così il segretario generale Cisl Torino-Canavese, Domenico Lo Bianco, commenta la notizia dell’insediamento di una nuova fabbrica per la produzione di battere elettriche a Scarmagno.

Edi Lazzi, segretario provinciale della Fiom-Cgil e Ugo Bolognesi responsabile di MirafioriL hanno dichiarato: «La transizione verso una mobilità sostenibile può essere una opportunità e notizie di un possibile insediamento industriale per una filiera corta dei componenti per la mobilità elettrica, se sono notizie reali e concrete, rappresentano la giusta direzione, come la Fiom sostiene da tempo. Serve però da subito un piano in grado di programmare il futuro, difendendo l’occupazione e favorendo il ricambio generazionale. Bisogna, in fretta, passare dalle parole ai fatti». «Su questa storia di Scarmagno – sottolinea Bolognesi – tutta Torino si dovrebbe mobilitare e non continuare a dormire o a guardarsi l’ombelico».

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