Oltre alla notizia di otto persone vive ritrovate tra i resti dell’Hotel Rigopiano grazie al lavoro congiunto di CNSAS, SAGF e Figli del Fuoco, in nottata gli uomini del CNSAS Piemonte - Soccorso Alpino e Speleologico Piemontese hanno continuato a spalare neve. Insieme ai colleghi di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna hanno operato a partire dalle ore 15 presso l’Hotel Rigopiano nel Comune di Farindola (Pescara) dove hanno dato il cambio ai tecnico delle delegazioni CNSAS del Centro Italia. 
 
Il lavoro è proseguito fino all’1 di notte e si è concentrato sulle operazioni di sondaggio e scavo tra la neve e le macerie dell’albergo nel tentativo di ritrovare eventuali superstiti. Si tratta di un compito disperato considerando le condizioni dello scenario di intervento: a causa dei materassi, cuscini e calcinacci misti alla neve le sonde continuano a trasmettere falsi segnali di ritrovamento e scavare con le pale nella neve pressata e appesantita dal disgelo è estremamente laborioso. 
 
«Siamo arrivati con sci e pelli di foca in prossimità dell’albergo e ci siamo ritrovati di fronte a un campo di operazione estremamente complesso - ha dichiarato il presidente del CNSAS Piemonte Luca Giaj Arcota - oltre a ciò che rimane dell’albergo, spostato a valle di una decina di metri dalla neve che lo ha investito, abbiamo ritrovato macerie, mobili e automobili fino a 400 metri di distanza. Significa che le ricerche proseguiranno ancora a lungo su una superficie di terreno molto ampia». 
 
Dall'alba di oggi, i tecnici del SASP hanno ripreso le ricerche presso l’Hotel, mentre una squadra di 8 operatori è stata trasferita in Provincia di Teramo per portare con gli sci da alpinismo generi di prima necessità, acqua e medicinali nelle frazioni ancora isolate dalla neve. Nella giornata di domani un nuovo contingente di operatori piemontesi partirà alla volta di Farindola per dare il cambio alle squadre presenti e proseguire le operazioni di ricerca che, in considerazione del territorio in cui si volgono, restano una prerogativa tecnica del personale specializzato CNSAS. (foto a cura del soccorso alpino).

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