Un caso di tubercolosi alla scuola elementare di Strambino. Dopo gli allarmi dei giorni scorsi, questa mattina il dirigente scolastico Guido Gastaldo, con una nota indirizzata alle famiglie, ha confermato il caso. «A seguito della segnalazione pervenuta dall'Asl in merito ad un caso sospetto di tubercolosi in un alunno della Scuola Primaria di Strambino, i servizi sanitari hanno attivato le procedure previste di screening per gli alunni e i docenti della classe che sono venuti a stretto contatto con l’alunno - scrive il preside - i genitori degli alunni interessati sono già stati informati in modo approfondito in occasione di un incontro con un medico del Servizio di igiene pubblica».

Lo screening verrà effettuato a breve e sulla base dei risultati il Servizio di Igiene Pubblica valuterà le eventuali misure di profilassi necessarie. «Nel corso dell’incontro sono state fornite ampie rassicurazioni ed è stato sottolineato che non vi è ragione di alcun allarme ne è previsto per ora il coinvolgimento di altre persone - aggiunge il dirigente scolastico - la scuola sta seguendo e seguirà alla lettera le indicazioni in proposito fornite dall’Asl».

La tubercolosi è una malattia contagiosa che si trasmette per via aerea mediante un batterio, il Mycobacterium tuberculosis. Il contagio può avvenire per trasmissione da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri della Tb si ammalano subito. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese. Si calcola che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio sviluppa la malattia nel corso della sua vita. Un individuo malato, però, se non è sottoposto a cure adeguate può infettare, nell’arco di un anno, una media di 10-15 persone.

I sintomi della Tb sono tosse, perdita di peso, dolore toracico, febbre e sudorazioni. Il trattamento farmacologico, (così com’è indicato dai Cdc americani), si basa sull’uso di antibiotici, in particolare di isoniazide, rifampicina, etambutolo (o streptomicina) e pirazinamide (definiti farmaci di prima linea), per due mesi.

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