Dopo quasi una settimana dalla morte, nessuno ha ancora reclamato il corpo di Anna Schnierereva per i funerali. E' la triste vicenda che accompagna la morte della giovane di 32 anni di origini slovacche, annegata domenica nel lago di Crotte a Strambino. La procura di Ivrea, ieri, ha dato il nullaosta per le esequie ma, al momento, la salma resta nelle camere mortuarie della medicina legale di Strambino, in attesa che qualcuno si faccia avanti. Fino a questo momento amici, famigliari e conoscenti non si sono interessati. I carabinieri hanno anche coinvolto il consolato della Slovacchia ma, al momento, nessuna risposta. 
 
Intanto la procura prosegue con le indagini. Forse, oltre al custode dell'ex cava Cignetti con il quale Anna aveva trascorso l'ultima notte, è coinvolto un terzo uomo. Ad alimentare i dubbi dei carabinieri ci ha pensato lo stesso custode che, interrogato in caserma a Strambino, ha fornito tre versioni dei fatti differenti. L'autopsia ha escluso segni di violenza e un malore. 
 
Anna Schnierereva era arrivata in Italia da ragazzina, quindici anni fa. Aveva conosciuto un uomo più grande di lei, si erano fidanzati e per arrotondare lavorava come modella. La storia, però, è finita male. E da allora la ragazza è sprofondata nell'oblio. Prima i night club, poi il lavoro da escort. Ma anche l'alcol, la comunità di recupero a Oglianico e troppa solitudine. Tanto che il 28 luglio scorso cercò anche di farla finita, gettandosi in Dora, a Ivrea, da un ponte. In quell'occasione i vigili del fuoco riuscirono a salvarla. Domenica scorsa, invece, non c'è stato niente da fare.

Galleria fotografica

Articoli correlati