I carabinieri di Strambino hanno segnalato al Tribunale per i minori di Torino 4 studenti (di età compresa tra i 14 e i 16 anni), tutti residenti a Strambino e Ivrea, autori dell’imbrattamento della sala d’attesa della stazione ferroviaria di Strambino avvenuto domenica 24 marzo. I baby vandali, dopo aver svuotato contro il pavimento, le pareti e le panchine l’estintore poco prima rubato dalla carrozza di un treno della linea Aosta-Torino, si sono rapidamente dileguati. Immortalati dalle telecamere di sorveglianza, a nulla è valso il maldestro tentativo di coprirsi il volto al momento dell’ingresso nei locali della stazione.

I quattro giovani vandali sono stati infatti riconosciuti dai militari del comando di Strambino e convocati in caserma con i genitori per la formale contestazione dei reati commessi.  I ragazzi nella circostanza hanno ammesso di aver semplicemente agito per “noia e divertimento”. Uno dei piccoli teppisti è già noto ai carabinieri della compagnia di Ivrea e non è nuovo a questi eccessi, essendo già rimasto coinvolto, nell’ultimo mese, in due episodi che avevano non poco turbato la comunità strambinese.

Nel primo caso, il giovane aveva rubato una borsa dal cestino di una bicicletta parcheggiata all’uscita della Scuola Media “Modesto Panetti” dove una nonna si era recata per riprendere il nipotino all’uscita dall’Istituto. Il pronto intervento dei militari di Strambino consentiva nell’occasione di recuperare immediatamente la borsa e i documenti, restituendoli alla legittima proprietaria. Il secondo, ancor più grave, ha invece riguardato il coinvolgimento dello stesso giovane in una lite, accesasi durante la manifestazione carnevalesca di Strambino, dove solo il tempestivo intervento dei militari dell’Arma evitava ben più gravi conseguenze, venendo infatti sequestrato un grosso coltello da cucina di 25 centimetri, con conseguente segnalazione all’autorità giudiziaria minorile.

I baby vandali sono stati segnalati al Tribunale per i Minorenni per “furto  aggravato, deturpamento e imbrattamento di cose altrui” e potrebbero esser obbligati a ripulire e ripristinare lo stato dei luoghi, risarcendo il danno inferto alla collettività.

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