IVREA - Dall’alba, in Torino e nell’hinterland torinese, oltre 100 Carabinieri del Comando Provinciale di Torino stanno eseguendo 17 misure cautelari in carcere, emesse dal Gip del Tribunale di Ivrea su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di concorso in usura, detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, porto d’armi, riciclaggio e traffico internazionale di autovetture rubate.   

L’indagine dei militari dell'Arma nasce dopo il suicidio di una vittima che non riusciva a pagare debiti con tassi d’interesse pari al 94%. Le immediate indagini dei carabinieri della compagnia di Chivasso hanno consentito di identificare due usurai e di individuare una complessa attività criminale che coinvolgeva altri complici a loro collegati per lo spaccio di cocaina a Settimo Torinese, alcuni dei quali vicini ad esponenti di una locale di 'ndrangheta. Svelati anche episodi di ricettazione e riciclaggio di auto di lusso destinate al mercato estero (Finlandia, Francia e Ungheria).

Ulteriori dettagli saranno forniti questa mattina, a conclusione dell'operazione, al comando provinciale dei carabinieri dove è atteso anche il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando.

Nel corso delle indagini, durate quasi due anni, sono stati sequestrati oltre 1 chilo tra hashish, marijuana e cocaina, nonché 35000 euroo in contanti e una pistola 7,65, poi risultata rubata. «Le investigazioni hanno evidenziato - come ha dichiarato il comandante provinciale dei carabinieri di Torino, Francesco Rizzo - una stretta interconnessione tra l'attività usuraria e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Infatti i proventi del mercato della droga vengono a volte reinvestiti per prestare denaro a tassi illeciti e, viceversa, i guadagni di usura utilizzati anche per l'acquisto di nuovo stupefacente».

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