Gli ultimi francescani lasceranno il Canavese il 20 settembre per spostarsi a Pinerolo. Il trasloco tanto temuto, ad un anno dal primo annuncio, alla fine è arrivato. Belmonte resterà senza i frati che per decenni ne hanno retto le sorti. Uno dei simboli più noti di tutto l'alto Canavese rischia l'oblio. Ma le istituzioni, per fortuna, si sono mosse con tempestività. Da un lato i sindaci della zona, che hanno richiesto a gran voce l'intervento della Regione. Dall'altro la diocesi di Torino che sta lavorando per mandare a Belmonte altri religiosi (forse non francescani) in modo tale da garantire una presenza nel santuario patrimonio dell'umanità Unesco. 
 
La Regione Piemonte, invece, ha intavolato la trattativa con la proprietà del santuario (che appartiene ad una famiglia privata erede dei Masino) per acquistare il bene. Anche se restano da risolvere diverse questioni di proprietà: non c'è solo il santuario, infatti, e un eventuale progetto di rilancio dovrebbe per forza comprendere anche l'intero Sacro Monte. La trattativa è alle sue fasi iniziali. Serve, mal contato, qualche milione di euro per fare in modo che il santuario diventi pubblico. Anche per questo la trattativa si annuncia tutto tranne che semplice.
 
Ieri mattina, in Regione a Torino, si è tenuto un incontro con i sindaci dell'alto Canavese per fare il punto della situazione. Presenti gli assessori Parigi e Reschigna. Dalla Regione massima disponibilità a fare tutto il possibile per Belmonte. Ma, come detto, non c'è ancora nulla di definito se non l'addio, ormai imminente, dei frati. 

Galleria fotografica

Articoli correlati