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CANAVESE - Dopo l’allarme di Uncem Piemonte, che ha segnalato la siccità e la mancanza di erba verde negli alpeggi di alta montagna delle valli torinesi (le foto riguardano alpeggi che vanno dalla val Germanasca alla val Soana, passando per le valli di Lanzo) si registra anche l’intervento di Anbi Piemonte. Secondo i dati dell’associazione nazionale dei Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue, al 14 agosto 2025, la mancanza di precipitazioni significa una ulteriore stretta per la disponibilità di risorsa idrica a fini irrigui

«La situazione idrica in Piemonte si conferma critica a causa del perdurare di afflussi insufficienti e dell'assenza di precipitazioni significative – spiegano da Anbi - A questo si aggiungono le temperature elevate dovute all’ondata di caldo che sta investendo la Regione proprio in questi giorni, tutti da bollino rosso, che hanno ulteriormente ridotto le portate dei corsi d'acqua, e dall'assenza di neve alle quote medio-alte, nonostante lo zero termico sia salito oltre i 4500 metri. L'insieme di queste condizioni sta portando gran parte del territorio in una condizione di marcata carenza idrica, proprio durante la fase di fioritura del riso, con la stagione che volge ormai al termine nel territorio risicolo più importante d’Europa».

Secondo i dati dell'Osservatorio utilizzi idrici, Anbi Piemonte aveva inizialmente fissato il livello di severità idrica a «Media con precipitazioni», ma tali piogge non si sono verificate. A fronte del peggioramento delle condizioni, si chiede di definire uno scenario di severità idrica «Alta» per i bacini idrografici dei torrenti Elvo e Cervo e per alcune derivazioni specifiche: «La risorsa idrica disponibile si conferma decisamente ridotta su buona parte del territorio. Le prossime settimane, con l'assenza di precipitazioni e le alte temperature, potrebbero aumentare i fabbisogni irrigui in concomitanza con la maturazione delle colture, con conseguenze gravi sulle principali produzioni agricole. In generale, rogge e corsi d’acqua hanno una disponibilità molto ridotta. In particolare il fiume Po a Chivasso, dove il Canale Cavour deriva 35m3/s su una concessione di 110m3/s. Pure il fiume Dora Baltea risente delle ultime fasi dello scioglimento delle nevi e dei ghiacciai valdostani. Il Canale Farini, sussidio del Canale Cavour, sta derivando 17m3/s, ma subisce fortemente l'andamento altalenante delle portate».