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VALLE SOANA - Non arrivano notizie positive sullo stato di salute del ghiacciaio Ciardoney, in alta Valle Soana (2850 metri nel cuore del Gran Paradiso). Come ha segnalato questa mattina la Società Meteorologica Italiana Nimbus, che dall'inverno 2012 segue in diretta, tramite webcam, l'evoluzione dell'innevamento, martedì 9 giugno è stato l'ultimo giorno di copertura nevosa intorno all'asta nivometrica sul pianoro che si trova davanti alla fronte del ghiacciaio.

«Malgrado un inverno di frequenti nevicate (tra metà dicembre e metà marzo), la successiva scarsità di precipitazioni primaverili e l'eccezionale ondata di caldo della terza decade di maggio hanno penalizzato il manto nevoso determinandone una precoce scomparsa, con ben 28 giorni di anticipo rispetto alla data mediana del periodo 2013-2025 (7 luglio). Solo nel 2022, annata memorabile per la combinazione estrema tra siccità e caldo, la neve si esaurì ancora prima (ultimo giorno con neve al suolo: 23 maggio)», spiegano dalla Società Meteorologica Italiana Nimbus.

«Il periodo di osservazione è ancora molto breve per la climatologia (14 stagioni invernali), tuttavia ci pare già rilevante la tendenza all'anticipo dell'esaurimento del manto nevoso di 19 giorni al decennio, in linea con la ben nota accelerazione del riscaldamento atmosferico che, a parità di precipitazioni nevose, si traduce in una più rapida e precoce fusione nivale. A differenza della piana proglaciale che inizia a "scoprirsi", il Ghiacciaio Ciardoney resta per ora completamente coperto di neve, ma è probabile che le prime porzioni di ghiaccio "vivo" inizino ad affiorare già entro fine giugno, anche considerati i segnali di un nuovo e netto aumento delle temperature da questo fine settimana».

Secondo i ricercatori, le condizioni meteorologiche dei prossimi tre mesi (soprattutto radiazione solare e temperatura) saranno determinanti per il bilancio di massa glaciale, «ma fin da ora la situazione non promette bene e predispone a una stagione di nuove e marcate perdite di massa».