VALLE SOANA - Permangono diversi focolai attivi sparsi in Valle Soana, dopo una settimana di lotta contro il vasto incendio boschivo divampato in quota. Grazie al lavoro di personale Aib, elicotteri regionali e del corpo nazionale dei vigili del fuoco, supportati dai lanci dei Canadair, i focolai non riescono a espandersi. «Purtroppo l’elevata quantità di materiale vegetale presente al suolo e le zone impervie rendono ogni giorno complicate e non banali le operazioni di bonifica», sottolineano dal Comune di Valprato Soana. Questa mattina ben tre Canadair hanno ripetutamente sorvolato la zona del rogo lanciando importanti quantitativi d'acqua, in modo da limitare l'eventuale estensione del fronte delle fiamme.
«Ci si occuperà immediatamente dei ripristini forestali non appena le condizioni al suolo lo permetteranno - fa sapere intanto l'assessore regionale alla montagna, Marco Gallo - Siamo già al lavoro per delineare gli interventi e attivare piani straordinari di ripristino ambientale, sul modello di quanto già sperimentato con successo dopo i grandi incendi del 2017. Sottolineiamo però l'importanza cruciale del monitoraggio post-evento: prima di procedere a qualsiasi rinnovazione artificiale con piantine da vivaio, sarà fondamentale valutare la capacità di rinnovazione naturale del bosco, in modo da capire dove sia realmente necessario e prioritario l'intervento dell'uomo».
Il bilancio provvisorio parla di 800-900 ettari bruciati tra le province di Torino, Vercelli, Novara e Verbano Cusio Ossola. Secondo quanto riferito da fonti dei Vigili del Fuoco, l'origine dei diversi roghi (compreso quello della Valle Soana) è di natura meteorologica: le fiamme sono state infatti innescate dai fulmini caduti durante violenti temporali dei giorni scorsi, per poi propagarsi rapidamente a causa del forte vento, delle temperature torride e dei terreni secchi.
«Ogni ettaro di bosco perso è una ferita al cuore del pianeta, ed è per questo che il lavoro dei soccorritori assume un valore immenso - commenta l'assessore all'Ambiente della Regione Piemonte, Matteo Marnati - i Vigili del Fuoco, i piloti dei mezzi aerei e i volontari AIB hanno lottato contro un inferno di fiamme per proteggere la nostra casa comune. Custodire le nostre foreste significa garantire la sopravvivenza delle generazioni future. Il loro non è stato un semplice intervento di emergenza, ma una vera e propria missione di importanza vitale per l'umanità, per la quale saremo sempre debitori».
Foto pubblicate da Aib Giaveno e Aib Villarfocchiardo ieri in Valle Soana.













