VAUDA - «Dove eravamo rimasti». Non ci riferiamo al celebre film del 2015 con Meryl Streep e nemmeno alla frase pronunciata da Enzo Tortora al suo ritorno in tv nel 1987. Purtroppo, è la cronaca del primo hashtag "tagga il maiale" dell'anno 2026. Ancora una volta, ignoti senza nessun rispetto per la natura e l'ambiente non hanno trovato altro di meglio da fare che trasformare i prati della riserva naturale della Vauda in una discarica a cielo aperto.
A segnalare la variegata presenza di rifiuti alla nostra redazione con tanto di dettagliato report fotografico è stato un residente, che ha anche geolocalizzato con precisione dove sono stati vergognosamente abbandonati plastica, materiale edile di scarto, bottigliette, mobili di legno rotti, cartacce, sedie a sdraio da mare, pneumatici.
Fanno tutti brutta mostra di sé lungo la strada che attraversano San Carlo Canavese, Nole, Vauda e Lombardore. Sono stati gettati via anche dei contenitori per la raccolta differenziata. La multa per abbandono rifiuti in Italia è diventata, recentemente, più severa, variando da 1.000 a 10.000 euro per i privati (ammenda penale, non più amministrativa), con raddoppio per i rifiuti pericolosi. Per le imprese ed enti le sanzioni sono ancora più elevate (arresto e multe da migliaia di euro). Per rifiuti di piccole dimensioni (mozziconi, fazzoletti) la sanzione è amministrativa (da 60 a 300 euro). Gettare rifiuti da un veicolo comporta multe salate, sospensione della patente e, in casi gravi, sequestro del mezzo.






