VOLPIANO - Ancora problemi e disagi per i pendolari del Canavese. Purtroppo, anche questa volta, le lamentele arrivano da un viaggiatore con disabilità motoria, Pasquale Mazzitelli di San Benigno Canavese (nella foto della gallery), costretto a utilizzare una carrozzina e diretto a Torino per motivi di lavoro. L'uomo denuncia l'iniziale mancato accoglimento di una richiesta di assistenza ferroviaria presentata tramite l'app dedicata con un anticipo che, a suo dire, rispettava pienamente i termini previsti dal servizio.
L'episodio riguarda il viaggio di oggi, 23 giugno 2026, sul treno delle 6:45 da Volpiano a Torino Porta Susa. «La richiesta di assistenza l'ho inoltrata alle 17:04 del giorno precedente alla partenza: cioè ieri 22 giugno - spiega - tuttavia, qualche ora dopo, per la precisione alle 19:45 di lunedì 22 giugno sono stato contattato telefonicamente da un operatore della Sala Blu, che mi ha comunicato l'impossibilità di garantire il servizio necessario per consentirmi di viaggiare in sicurezza. La motivazione addotta è stata il mancato rispetto del termine minimo di 12 ore richiesto per la prenotazione dell'assistenza. Una spiegazione che ho contestato apertamente, evidenziando come tra l'orario della richiesta e quello della partenza intercorressero circa 13 ore e 41 minuti, quindi un periodo superiore alle 12 ore previste».
Il passeggero ha quindi presentato una formale richiesta di chiarimenti, domandando di conoscere le ragioni dettagliate del diniego, la normativa o procedura interna eventualmente applicata, nonché la verifica di possibili errori nella gestione della pratica o nella registrazione degli orari. «Nella segnalazione ho inoltre evidenziato un ulteriore elemento di criticità: durante il colloquio telefonico con il responsabile della Sala Blu, ho riscontrato un atteggiamento poco professionale e non conforme agli standard di cortesia che dovrebbero caratterizzare un servizio di assistenza dedicato ai passeggeri con disabilità» sottolinea l'utente. Il sanbenignese ritiene che le proprie richieste di chiarimento siano state accolte con toni giudicati offensivi e irrispettosi e chiede che venga effettuata una verifica anche sul comportamento del personale coinvolto.
Dopo diverse discussioni e ulteriori confronti con il personale competente, la situazione si è alla fine sbloccata e al passeggero disabile è stato consentito effettuare il viaggio programmato. Tuttavia, l'episodio, secondo il passeggero, ha lasciato aperti numerosi interrogativi sulle modalità di gestione delle richieste di assistenza e sulle procedure adottate nei confronti delle persone con mobilità ridotta: «Per questo motivo attendo ora un riscontro scritto da parte della società, auspicando un accertamento puntuale dell'accaduto, un chiarimento sulle procedure applicate e l'adozione di eventuali correttivi per evitare il ripetersi di situazioni analoghe. La vicenda riporta l'attenzione sull'importanza dei servizi di assistenza dedicati alle persone con disabilità e sulla necessità di garantire trasparenza, correttezza, rispetto e tempestività nelle comunicazioni tra operatori ferroviari e utenti, affinché il diritto alla mobilità sia effettivamente garantito a tutti».












