E' di nuovo un dramma occupazionale per la Comital-Lamalù di Volpiano. I cinesi interessati all'acquisto sono pronti a garantire solo il 50% dei 116 posti di lavoro. Stamattina in Regione è arrivata la conferma dall'azienda. «L'Italia non è la Repubblica Popolare Cinese e chi viene qui ad investire rispetti le nostre regole. È un accordo inaccettabile». Così l'assessore regionale al Lavoro Elena Chiorino, oggi al tavolo di crisi sul caso Comital. Il riferimento è alle condizioni poste dalla società cinese Dingsheng. La proposta, oltretutto, non prevede ammortizzatori sociali.

«C'è un limite a tutto - aggiunge l'assessore Chiorino - l'Italia e il Piemonte non possono accettare ricatti. Non comprendiamo né la ragione culturale che impedisce agli investitori cinesi di accettare di chiedere gli ammortizzatori sociali e nemmeno il rifiuto dei curatori di una proroga. Si tratta di scelte politiche e non tecniche. Scelte politiche, seppur legittime, sulle quali occorre avere il coraggio di assumersi la responsabilità, proprio come se la assume la sottoscritta dicendo no a un accordo che ritengo inaccettabile».

Commenta il sindaco di Volpiano Emanuele De Zuanne: «Abbiamo messo a disposizione una sala del Comune per la riunione dei lavoratori. Ora la situazione è complicata, perché da una parte vi è una proposta che oggettivamente è difficile da accettare ma che vede la possibilità per il 50 per cento dei dipendenti di avere un contratto di lavoro, in varie fasi, ed eventualmente anche per gli altri nel percorso successivo, e la Naspi per chi non verrà assunto; l'alternativa è nessuna soluzione, perché si prevede il ritiro dell'offerta e la chiusura di tutto».

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