La Uilm di Torino rende noto che oggi si è svolto un incontro presso l’assessorato regionale al Lavoro tra le organizzazioni sindacali e i rappresentanti di Dingsheng, il gruppo cinese che ha presentato l’unica offerta vincolante per acquisire le due aziende di Volpiano. La società ha ribadito l’intenzione di ricollocare solo il 50 per cento dei 130 lavoratori complessivi. Il piano di rientro riguarderebbe appena il 10 per cento della forza lavoro a gennaio 2020, un’ulteriore tranche del 20% tornerebbe in fabbrica a giugno e una quota analoga entro fine 2020. In questo scenario, per la metà dei lavoratori non resterebbero altre prospettive che la Naspi.

La procedura scadrà il 16 dicembre ma, in base alle tempistiche prospettate dall’azienda, domani potrebbe essere l’ultimo giorno utile per raggiungere un’intesa.
 
Dichiarano Luigi Paone, segretario Uilm di Torino, e Ciro Di Dato, responsabile Comital-Lamalù per la Uilm: «Se l’azienda non presenterà un piano in grado di ricollocare tutti i lavoratori, per noi la proposta resta inaccettabile e quindi non ci sono le condizioni per firmare un accordo. Nell’incontro odierno abbiamo ribadito la richiesta di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per tutelare i lavoratori, a partire dalla cassa integrazione per riorganizzazione aziendale. Auspichiamo che l’azienda riveda la sua posizione, diversamente sarà un’opportunità persa per la società cinese, non per i lavoratori».

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