Luigi Lia, 63 anni, viveva con la moglie e i due figli a Volpiano, ma lo scorso 20 agosto, inspiegabilmente, decide di non tornare più a casa. Una famiglia incapace di trovare un motivo, una spiegazione. Il giorno della scomparsa, un martedì, i vigili del fuoco e i carabinieri hanno avviato le ricerche nei boschi della Vauda con l'ausilio dell'elicottero, poi, silenzio di tomba. Almeni fino a qualche giorno fa, quando qualcuno ha segnalato di averlo visto al Sermig di Torino, il centro missionario giovani che ospita senza tetto e persone in difficoltà; i controlli delle forze dell'ordine sono immediati, ma invani: è impossibile essere accolti nel centro senza documenti e Lia al momento della scomparsa non li aveva con sé.
 
Quel giorno il pensionato, come un usuale pomeriggio, era uscito di casa per una passeggiata e la solita  partita con gli amici all'ex lavatoio comunale. Non aveva i documenti ma neanche soldi e le pastiglie che assume giornalmente per curare una leggera cardiopatia; il cellulare era staccato e non è stato più riattivato. Una famiglia unita, per bene, che continua a vivere nel dramma: la sorella del pensionato, dalla Calabria, aveva chiesto aiuto alla trasmissione Chi l'ha visto, sicura del fatto che fosse successo qualcosa di terribile al fratello. Gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi.
 
Luigi Lia è alto 1 metro e 68, di corporatura esile. Occhi e capelli castani con una leggera barba, forse ora cresciuta. Ha una piccola cicatrice sul labbro superiore. (F.b.)

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