BUSANO - Un romanzo appassionante e attuale, che affronta i temi del rimorso, della fragilità maschile, l’ironia del destino e le dinamiche di coppia. Un libro da leggere tutto d'un fiato con un finale destinato a sorprendere il lettore. Si tratta di «Dio esiste, ma è strabico» scritto dal canavesano Alessandro Massetti.
«Sono nato a Torino nel 1968 e ho trascorso i primi trent’anni della mia vita nel capoluogo piemontese - racconta l'autore, che nutre una profonda passione per la montagna e il trekking, attività che alterna alla lettura - Successivamente, per ragioni professionali, mi sono trasferito in Veneto, stabilendomi per undici anni tra le dolci colline del Prosecco. Nel 2008 ho fatto rientro in Piemonte, scegliendo come dimora il Canavese, dove risiedo tuttora con la mia splendida famiglia: mia moglie e i nostri due figli, Andrea e Martina, di 26 e 24 anni. Mi sono sempre occupato di Qualità in aziende del settore Automotive. Sia a livello di controllo in produzione sia livello di certificazioni e normative. Attualmente lavoro all’Hitherm, azienda del settore termotecnico».
Il protagonista del romanzo è Luca Nardi, un quarantenne agente commerciale di successo, abituato a gestire la propria vita con fascino e sicurezza, che riceve un messaggio anonimo che insinua un dubbio destabilizzante: potrebbe avere un figlio che non ha mai conosciuto. E' l'inizio di un'avventura intrigante.
«Gli autori da cui ho una sorta di “dipendenza” sono Stephen King e Michael Crichton. In passato il mio tempo libero era dedicato esclusivamente ai figli; oggi la mia quotidianità è arricchita dalla compagnia di Marley, un esuberante Labrador di 8 anni che non sembra intenzionato a crescere… Completano il mio profilo l'amore per la scrittura, il cinema e gli amici - aggiunge Alessandro Massetti, che vive a Busano - Il romanzo “Dio esiste, ma è strabico” è rimasto in un cassetto per circa 20 anni (per essere più precisi, inciso su floppy disk...). Fino al momento in cui ho deciso di intraprendere il percorso della pubblicazione. Quando è arrivata a casa la prima copia stampata, la gioia provata è stata indescrivibile».












