CARAVINO - L'affascinante Castello di Masino ha fatto da cornice, venerdì 28 novembre 2025, a un evento speciale organizzato dalla delegazione Fai di Ivrea e Canavese per festeggiare i cinquant’anni del Fondo per l’Ambiente Italiano. L'appuntamento ha riunito volontari, sostenitori e istituzioni, in un clima di festa e riflessione sul valore della tutela culturale e della valorizzazione dei beni e eccellenze del nostro Paese. La serata si è aperta con l’intervento dell’archeologa Lorenza Boni, responsabile delle campagne di scavo nel complesso di San Lorenzo a Settimo Vittone. La studiosa ha accompagnato il pubblico in un viaggio affascinante tra le radici più antiche del territorio, mostrando come ricerca e conoscenza permettano di riportare alla luce frammenti fondamentali della nostra storia.
L'incontro è stata l'occasione per evidenziare il ruolo e l'attività del Fai Canavese e della sua comunità di volontari. Un gruppo che, con passione e competenza, restituisce vita e visibilità a luoghi del cuore, organizzando le seguitissime Giornate del Fai, conferenze, visite guidate ed eventi che coinvolgono anche i più giovani. Un impegno costante che porta cultura, curiosità e bellezza in Canavese. La serata al Castello di Masino ha rappresentato anche un momento di riconoscimento per chi ha contribuito alla crescita del sodalizio. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Mariangiola Carnevale, figura fondamentale che ha dato origine alla delegazione di Ivrea e Canavese, e a Nella Faletti, anima instancabile del gruppo.
Tra i presenti, la senatrice Paola Ambrogio: «Ci sono luoghi che non si limitano a raccontare la storia, ma la fanno rivivere. La dottoressa Lorenza Boni, nella serata Fai al Castello di Masino, ci ha guidati alla riscoperta del complesso di San Lorenzo a Settimo Vittone, facendo emergere, grazie alle sue ricerche e ai suoi scavi, le radici più profonde del nostro territorio. Ma ciò che rende davvero speciale tutto questo è il ruolo del Fai Canavese: una comunità di volontari che, con passione e competenza, apre luoghi spesso dimenticati, organizza le celebri Giornate, promuove conferenze ed eventi e coinvolge i più giovani, trasformandoli in ciceroni orgogliosi e consapevoli. Un lavoro costante che porta cultura, curiosità e bellezza nel cuore del territorio. Il Fai Canavese non custodisce solo luoghi, ma storie, persone, comunità, futuro. Un grazie sincero a Nella Faletti, appassionata ed instancabile anima della delegazione Fai Canavese, il cui impegno quotidiano rende possibile tutto questo».









