CANAVESE - Coldiretti Torino ha portato i vini del Canavese alla Camera dei Deputati. Oggi, mercoledi 10 dicembre 2025, dalle 12 alle 15, Erbaluce e Carema sono stati offerti in degustazione nel ristorante di Montecitorio ai deputati in pausa pranzo impegnati in Aula e nelle Commissioni. Un’occasione per illustrare ai legislatori le condizioni particolari in cui viene praticata la viticoltura canavesana e la sua funzione ambientale, turistica, culturale. All’evento hanno preso parte molti deputati tra cui l’onorevole Augusta Montaruli che ha formalmente gestito l’invito alla Camera e l’ex ministro Giulio Tremonti; presenti anche il ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e l’assessore regionale all’agricoltura Paolo Bongioanni.
«I nostri vini canavesani sono prodotti in territori particolari, unici, spesso difficili - ricorda il presidente di Coldiretti Torino, Bruno Mecca Cici – non a caso per vigneti come quelli di Carema è stato riconosciuto lo stato di “vigneti eroici” mentre la coltivazione dell’Erbaluce sulla collina morenica canavesana ha determinato un paesaggio tipico dalla grande valenza turistica. Per l’Erbaluce e per il Carema, quindi, si tratta di una viticoltura dalla particolare valenza culturale, sociale, ambientale che ha bisogno di sostegni peculiari. Per questo ci sembrava importante promuoverli proprio nel luogo dove si legifera anche sul settore vitivinicolo così come su temi come l’agricoltura di collina e montagna, il paesaggio, le misure contro gli effetti del cambiamento climatico. Con i calici in mano abbiamo potuto spiegare ai deputati che questi vini non subiscono soltanto la più generale demonizzazione del vino in corso a partire dall’Europa ma sono minacciati anche da nuovi parassiti, dalla fauna selvatica, dai costi alti di produzione e dalla mancanza di reti di collegamento rurali. Eppure in questi sorsi di vino c’è il presidio idrogeologico della montagna e della collina morenica, c’è un valore turistico, c’è una cultura agricola millenaria che non deve andare persa».
A rappresentare i grandi Erbaluce e Carema una delegazione di produttori tra cui il presidente del Consorzio Bartolomeo Merlo, Lorenzo Simone e Loris Caretto, tutti accompagnati proprio dal presidente di Coldiretti Torino. Gli onorevoli hanno potuto apprezzare l’Erbaluce di Caluso fermo, l’Erbaluce di Caluso in versione spumante, Il Passito di Erbaluce di Caluso, il Carema. Ai brindisi sono stati abbinati assaggi di grissini Rubatà della Filiera del grano della Collina chivassese Gran dij Bric, cuori di Toma di Lanzo e con il Passito le tradizionali Paste di Meliga.
«I nostri sono grandi vini ma sono poco conosciuti fuori dal Piemonte – osserva il presidente del Consorzio tutela vini Caluso, Carema e Canavese, Bartolomeo Merlo – spesso non riescono a salire sui grandi palcoscenici internazionali del vino eppure hanno una marcia in più: sono espressione di un territorio davvero unico. Il paesaggio delle vigne del Canavese non è a filari, ma a pergole e terrazzi. Le nostre sono viti che avvolgono le colline e le montagne, le coprono e raccolgono il massimo di calore aiutate da tecniche millenarie».
Aggiunge Loris Caretto, produttore di Erbaluce di San Giorgio Canavese: «Questa opportunità è un ulteriore riconoscimento per l’Erbaluce, primo bianco piemontese di cui sia stata riconosciuta la denominazione d’origine (1967). Oggi i produttori puntano sulla qualità e aprono le loro vigne e cantine alle visite dei consumatori e delle scuole a dimostrazione di quanto orgoglio ci sia nella produzione di questo vitigno così particolare».






