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CASTELLAMONTE - Il Lions Club Alto Canavese ha dedicato la serata del 25 novembre 2025 a una delle arti più antiche e identitarie: l’architettura. L’incontro, intitolato «Un modo di architettura», ha visto al centro il lavoro dell’architetto Antonio Besso-Marcheis, figura rilevante del panorama progettuale italiano ed europeo, accolto da un pubblico numeroso composto da architetti, professionisti del territorio, soci Lions e autorità civili, tra cui il sindaco di Castellamonte Pasquale Mazza.

Ad aprire la serata è stato il presidente del Lions Club Alto Canavese, l'architetto Gustavo Gamerro, che ha pronunciato un’introduzione intensa e culturalmente densa, ricordando il valore dell’architettura e della lettura come strumenti fondamentali di crescita: «Questa sera sono particolarmente felice di avere al mio fianco un amico e collega architetto, rappresentante di una famiglia canavesana custode di grande cultura. Celebriamo una delle sette grandi arti: l’architettura, l’arte di progettare e costruire edifici. Viviamo in un’epoca dominata dai social, dove la lettura sembra passata di moda: questa serata vuole essere un invito alle nuove generazioni a ritrovare il valore dei libri, magari proprio partendo dalla biblioteca comunale di Rivarolo, intitolata a Domenico, padre di Antonio.»

Gamerro ha poi ricordato la sorella del relatore, la professoressa Chiara Besso-Marcheis, nominata consigliere della corte di cassazione per meriti insigni, sottolineando come la famiglia sia sinonimo di cultura, studio e dedizione alla conoscenza. La conferenza è stata un viaggio approfondito nella carriera di Antonio Besso-Marcheis, laureato al politecnico di Torino nel 1983 con 110 e lode, relatore il professor Pietro Derossi. La sua tesi, pubblicata su architettura Italiana, cronache e storia, ha segnato l’inizio di un percorso ricco e articolato. Dal 1984 al 1989 ha collaborato nello studio Derossi, partecipando a concorsi internazionali come il progetto IBA per l’area dell’Anhalter Bahnhof a Berlino e la XVII Triennale di Milano. Iscritto all’albo degli architetti dal 1985, nel 1990 ha aperto il proprio studio professionale sviluppando progetti in Italia e Francia. Fin da subito, il suo lavoro si è contraddistinto per un approccio alla progettazione inteso come processo, relazione e ascolto del contesto, piuttosto che ricerca di un linguaggio formale.

Una parte importante della sua attività riguarda il restauro e la valorizzazione del patrimonio storico. Significativo l’impegno pluridecennale sul complesso della certosa reale di Collegno, dal restauro del portale Juvarriano alla lavanderia a vapore, trasformata in centro coreografico internazionale e sede del balletto teatro Torino. Interventi basati sul rigore storico e sulla reversibilità delle aggiunte contemporanee, principi applicati anche nel recupero dell’edificio ottocentesco della Stireria, destinato a diventare Casa della Musica. Nel corso della sua carriera, Besso-Marcheis ha lavorato su progetti residenziali sperimentali, utilizzando materiali innovativi come acciaio e legno, e su spazi dedicati alla musica, tra cui l’auditorium di Ceresole reale dedicato a Massimo Mila e il progetto per la Concert Hall Uto Ughi a Cervere. Tra le opere più note figurano anche il Centro Commerciale «La Certosa» sulla Tangenziale Nord di Torino e il centro pubblico «Carré Saint Dominique» di Nîmes, nato da un concorso europeo vinto nel 2005. Importante anche il primo premio per il concorso del Poliambulatorio di Ivrea nel 2011.

La serata ha visto la partecipazione di numerose autorità lionistiche - Sara Alice, presidente del Lions Club Rivarolo Canavese Occidentale, ed Enrico Crescimanno, presidente del Lions Club Pino Torinese - e di molti professionisti del territorio, tra cui gli architetti Piermassimo Enrico, Alberto Gorini, Antonio Cinotto e Francesco Diemoz, insieme ai tecnici comunali Giancarlo Sandretto (responsabile Urbanistica-Edilizia Privata-Ambiente del Comune di Valperga) e Laura Torrazzo (Istruttore Tecnico Ll.Pp. Manutenzione Patrimonio del Comune di Valperga). Presenti anche il presidente del Club, architetto Gustavo Gamerro, e diversi soci intervenuti con interesse. Il pubblico ha seguito con grande attenzione la presentazione dei progetti e la narrazione della filosofia professionale del relatore, in una serata che ha unito cultura, identità territoriale e riflessione sul ruolo dell’architettura come forma di cura e progettazione del futuro.