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CASTELLAMONTE - Cresce l'appeal internazionale di Castellamonte, che nel week-end appena trascorso ha confermato, grazie all'iconico brand della ceramica, il suo ruolo di centro culturale del territorio. Sabato scorso, 11 luglio 2026, la città ha aperto le sue porte ad delegazione cinese, composta da 19 studenti e 3 docenti/ricercatori della Facoltà di Arte e Archeologia della Zhejiang University, con la quale il CCR ha sottoscritto un accordo di collaborazione nel 2024.

La tappa castellamontese del tour del gruppo asiatico fa parte, infatti, di un progetto più vasto che ha visto come protagonisti proprio il CCR e ANGI - Associazione Nuova Generazione Cinese. La Zhejiang University, con sede a Hangzhou, è tra le più prestigiose università della Cina e figura stabilmente tra i primi dieci atenei del Paese. Hangzhou ospita inoltre il National Silk Museum, uno dei più importanti musei della seta al mondo, che - tra l'altro - conserva e valorizza anche le celebri tappezzerie cinesi delle Residenze piemontesi, a testimonianza del profondo interesse per il patrimonio culturale e per il dialogo internazionale nel campo della conservazione.

Lo study tour, intitolato «Discovering Piedmont Cultural Heritage: Conservation, Management and Enhancement of Piedmont’s UNESCO and Cultural Heritage Sites», ha previsto un percorso di approfondimento sul patrimonio culturale piemontese, con particolare attenzione agli aspetti della conservazione, gestione e valorizzazione. A Castellamonte la delegazione cinese ha visitato palazzo Antonelli, palazzo Botton la rotonda Antonelliana, il centro congressi Martinetti e altri punti di interesse locali. A fare gli onori di casa ci hanno pensato il sindaco, Pasquale Mazza, e la consigliera di maggioranza, Elena Pescetto.

«Siamo orgogliosi di aver ospitato la delegazione di studenti e docenti e ricercatori provenienti dalla Cina - spiega il primo cittadino di Castellamonte - Sono rimasti molto colpiti dalla presenza delle opere a cielo aperto che caratterizzano la nostra città e dalle collaborazioni che coinvolgono la nostra realtà e artisti nazionali e internazionali. Ho sottolineato come lo study tour sia una sorta di turismo esperienziale che potrebbe aprire le porte ad aspetti e interazioni interessanti a 360°: non solo per il turismo, ma anche per la cultura, il commercio e l'istruzione. Toccherà a noi implementarla e di molto, in modo da far conoscere ancora di più la città e il nostro Canavese».