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CASTELLAMONTE - Si chiama «Un'amante da paura - Storia vera di una dipendenza chiamata ossessione». E' scritto da Franco Candusso, ex sindaco di Castellamonte. Non è solo un libro con un titolo provocatorio: è il riflesso di una vita vissuta molto intensamente, con il cuore sempre in bilico tra il desiderio e il timore. L'autore racconta la sua storia con sincerità disarmante: quella di una dipendenza che prende il volto della passione, ma lascia i segni della paura. Questa non è una storia da romanzo. E' vita vera. Cruda, intensa e a tratti spietata, ma raccontata con quella vena ironica che da sempre contraddistingue Franco Candusso.

Il libro sarà presentato il 18 settembre al Centro congressi Martinetti di Castellamonte. «L'idea di scrivere "Un'amante da paura" nasce quasi per caso. Da anni proponevo ai miei due più cari amici di scrivere insieme qualche ricordo che ci vedeva tutti e tre coinvolti - racconta l'autore - Non c'era alcuna intenzione di farne un libro, volevamo solo sorridere un po' delle nostre sciocchezze adolescenziali. Io ho continuato a pensarci, loro un po' meno. Poi, un giorno, mi sono accorto che quei tasselli stavano componendo un mosaico: la mia vita. Ho pensato che valesse la pena metterla nero su bianco, non perché fosse straordinaria, ma perché era la mia. E, soprattutto, perché rischiavo di dimenticare episodi che, riletti oggi, mi fanno sorridere, riflettere o, qualche volta, perfino commuovere».

«Non mi considero uno scrittore e, in ogni caso, il giudizio lo lascio ai lettori - aggiunge Franco Candusso - Di sicuro sono uno che ama raccontare storie vere, soprattutto quando riesce a fare dell’ironia senza inventarsi niente. Ho cercato di raccontare i fatti così come li ho vissuti, senza indossare i panni dell'eroe né quelli della vittima. Se poi qualcuno troverà piacevole leggere queste pagine, tanto meglio. Nella realtà, la passione per la lettura è nata in età adulta. Da ragazzo ho letto i classici più per obbligo scolastico che per autentico interesse. Nel tempo libero, invece, divoravo fumetti. Poi sono arrivati i saggi, soprattutto quelli storici e politici, senza disdegnare quelli scientifici e tecnici. Ma se voglio davvero rilassarmi, prima di addormentarmi mi affido ancora a qualche decina di pagine della mia vera passione: il thriller psicologico. Pare un controsenso, ma non è certo il primo della mia vita».

Perché questo titolo originale che incuriosisce e colpisce subito l'attenzione? «Perché mi piacciono i titoli che incuriosiscono più di quelli che spiegano. "Un'amante da paura" porta quasi inevitabilmente il lettore a porsi delle domande e a lavorare d'immaginazione. Per il resto, preferisco lasciare che sia il libro a rispondere». Se il Franco Candusso di oggi, che ha tra le mani questo libro, incontrasse il Franco Candusso adolescente cosa gli direbbe? Quale capitolo del libro gli suggerirebbe di leggere con più attenzione? «Seppure i tempi che corrono lo consentano assai meno di quanto accadesse alla mia generazione, gli direi di preoccuparsi un po' meno e di vivere un po' di più. Quale capitolo gli consiglierei di leggere con più attenzione? Nessuno in particolare. Questo è volutamente un libro da leggere in totale rilassatezza, senza alcuna pretesa di dispensare consigli o infondere certezze. Ma se proprio dovessi scegliere, direi quello dedicato agli amici. Perché gli amici veri sono una delle ricchezze più grandi della vita e, purtroppo, una merce sempre più rara».

C'è una dedica particolare o un grazie particolare che vorrebbe dire per il libro? «Il grazie più grande va a tutte le persone che, volontariamente o meno, hanno contribuito a riempire queste pagine - conclude Franco Candusso - La mia famiglia, gli amici, i colleghi, le persone incontrate nel lavoro, nella politica, nei viaggi. Perfino quelle che mi hanno dato qualche dispiacere, a ben pensarci, hanno concorso. Ognuno ha lasciato qualcosa. In fondo nessuna autobiografia si scrive davvero da soli».