CASTELLAMONTE - Durante il corso della mattina di oggi, mercoledì 22 giugno 2022, è stata inaugurata a Castellamonte in largo Ferruccio Talentino, a pochi passi dal municipio e di fronte alla pasticceria «Pan Belmonte», la panchina rossa realizzata dalle «Donne per la Valle Sacra»: affiatate volontarie che da diverso tempo si impegnano a promuovere campagne di sensibilizzazione in merito a tematiche molto importanti, come quello della violenza sulle donne. 

Non è la prima volta che le «Donne per la Valle Sacra» prendono parte a progetti di estrema rilevanza come questo. Sono state sempre loro a realizzare e donare in diversi Comuni nel Canavese, tra cui una proprio Castellamonte, le sedie rosse contro la violenza di genere. Il colore rosso rappresenta il simbolo dell’amore e della passione, che però in queste drammatiche circostanze si trasformano in male, possessione morbosa e, purtroppo, in violenza. Il rosso è quindi anche il tratto distintivo della libertà femminile, che troppo spesso viene ingiustificatamente violata. 

Il taglio del nastro si è svolto alla presenza del sindaco di Castellamonte, Pasquale Mazza: «Ringrazio le Donne per la Valle Sacra, per la sensibilità che hanno nei confronti di un tema che è assolutamente importante e che purtroppo non tende a migliorare. Anzi, persiste e peggiora di giorno in giorno. Grazie soprattutto perché con questo gesto si vuole tenere alta l’attenzione su un argomento di estrema rilevanza». All'inaugurazione hanno partecipato anche il vice-sindaco castellamontese, Teodoro Medaglia, l'assessore Patrizia Addis e il consigliere comunale Paolo Morozzo. Le Donne della Valle Sacra hanno anche affisso alla panchina un cartello che cita una frase rivolta a tutti gli uomini, incitandoli a prendere parte a questo necessario cambiamento, perchè «l'amore non è mai violenza!»

La panchina rossa diviene quindi l'emblema di una tragica realtà che, ancora oggi, perdura, devasta e annienta in silenzio la figura femminile e i diritti a lei correlati, mettendo inoltre in discussione l’evoluzione che la nostra società dovrebbe compiere giorno dopo giorno. Perché fino a quando la violenza sulle donne, di qualsiasi genere essa sia, continuerà a sussistere, ad essere ignorata o giustificata, sarà inammissibile parlare di progresso o sviluppo sociale. La panchina rossa è inoltre testimonianza concreta degli spaventosi numeri relativi ai femminicidi, che sono in continuo aumento. Allude anche alla vita e alla forza di tutte quelle donne che hanno subito violenze: quelle che le hanno taciute, quelle di cui nessuno è ancora a conoscenza, ma anche quelle che con straordinario coraggio hanno reagito e denunciato. La panchina rossa di Castellamonte vuole infine rappresentare un’invocazione al cambiamento, un sostegno a tutte le donne e soprattutto, una presa di posizione che verte ad un speranzoso e necessario  miglioramento.  (Giulia Contini)

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