CASTELLAMONTE - La  mostra della ceramica di Castellamonte come punto di ripartenza attorno al quale ricostruire un solido ponte di legami e progetti culturali, economici, artistici e turistici tra Marocco e Canavese. In occasione della chiusura dell’edizione numero 60 della kermesse palazzo Antonelli ha spalancato le porte della sua sala consiliare per ospitare l’importante incontro tra Youssef Balla, Ambasciatore del Regno del Marocco in Italia, il sindaco Pasquale Mazza, e i primi cittadini del territorio. All’evento hanno partecipato anche il consigliere regionale, Alberto Avetta, il coordinatore dell’Unione Mondiale Marocchini all’Estero e in Italia per il Piemonte e Nord Italia, Affaoui Abdelatif, e la console del Marocco.

Durante l’incontro El Afti ChaibiaIl dell'Unione Mondiale Marocchini all’Estero e in Italia ha presentato un progetto ad hoc, basato sulla collaborazione con i Comuni locali. Si tratta di un progetto che punta sulla formazione, sull’inclusione e integrazione delle donne marocchine che vivono in Canavese. Il meeting castellamontese ha così ripreso le fila di un’attività di collaborazione tra i due Paesi che era stata annunciata in Comune a Rivarolo Canavese nel 2020. «La andemia ha fermato temporaneamente quel progetto. Adesso stiamo ripartendo e non poteva esserci miglior ripartenza che questa dalla città canavesana dalla ceramica. Questo perché la ceramica è anche un tratto distintivo del Marocco - ha spiegato il primo cittadino rivarolese, Alberto Rostagno - Questa sinergia contribuirà a migliorare l’inclusione e farà conoscere e sviluppare i prodotti e le eccellenze locali in Marocco e viceversa».

«La Mostra della Ceramica da tre anni a questa parte ha assunto un carattere internazionale, grazie all’Amministrazione comunale e al curatore della rassegna, Beppe Bertero – ha specificato il sindaco castellamontese Mazza – E’ il contesto giusto per riprendere le fila di un percorso di collaborazione iniziato qualche anno fa tra Canavese e Marocco grazie al sindaco di Rivarolo Alberto Rostagno. E’ il momento per concretizzare quanto condiviso». Sulla stessa lunghezza d'onda Avetta: «E’ un progetto importante perché, in questo momento storicamente delicato, è sinonimo di inclusione e integrazione e perché coinvolgerà anche le scuole locali. Sarà inoltre anche uno scambio di identità territoriali per una crescita comune»-

«La prima impressione e sensazione avuto nel ritornare in Canavese e ritrovare vecchi amici, dopo due anni molto difficili a causa della pandemia, è di emozione - ha chiosato Balla - Avevamo iniziato un’operazione particolare attraverso lo scambio di esperienze, collaborazioni e cooperazione in diversi campi. La nostra volontà su questo progetto è rimasta forte. Vogliamo ripartire. La ceramica e la mostra sono il simbolo di questa partenza. Le possibilità di cooperazione sono ampie e dall’ambasciata c’è e ci sarà tutto il sostegno possibile a queste iniziative».

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