Galleria fotografica

CASTELLAMONTE - Sabato scorso, 15 novembre 2025, il centro congressi Martinetti di Castellamonte ha ospitato un incontro formativo e divulgativo su due progetti che riguardano la riserva naturale dei Monti Pelati e le terre di Vespia. L'iniziativa, che ha fatto registrare un ottimo successo di pubblico, ha visto la partecipazione anche del sindaco, Pasquale Mazza. L'incontro è stato introdotto da Patrizia Bernardi Civretto, presidente del comitato La voce dei Monti Pelati, ed è stato moderato dalla giornalista Caterina Ceresa. Sono intervenuti, inoltre, l'architetto Arturo Bracco, Emilio Champagne e Alessandro Truffa, rispettivamente presidente e volontario di Terra Mia, il dottor Paolo Quagliolo, l'avvocato Gampiero Bozzello Verole e la dottoressa Forestale Roberta Benetti.

I sei relatori hanno presentato un’analisi storica, giuridica e geologico-ambientale dei due progetti. Il primo, promosso dall’associazione culturale Terra Mia, si è concentrato sugli usi pubblici del territorio di Vespia. Il secondo, opera del Comitato Vespia e Monti Pelati, sulle possibilità di ampliamento della Riserva dei Monti Pelati.

La ricerca portata avanti dall’associazione Terra Mia, cofinanziata dal Bim Dora Baltea, ha approfondito gli usi civici, diritti di origine feudale ancora presenti nell’ordinamento italiano, che comprendono attività come il pascolo, il legnatico e lo stramatico, ovvero la raccolta di erba e foglie secche per il giaciglio degli animali: «Sono i diritti di uso (godimento) collettivo di un bene immobile, in questo caso un terreno, da parte di una comunità - sottolineano da Terra Mia - Nello specifico, è in corso uno studio storico-giuridico approfondito sugli usi civici giacenti sulle terre di Vespia, che sappiamo esistere ma che non sono stati fino ad ora documentati e quindi riconosciuti dalla Regione».

Parallelamente, il Comitato Vespia e Monti Pelati, in collaborazione con i comuni di Castellamonte e Vidracco, ha promosso una ricerca sull’eventuale ampliamento della riserva naturale dei Monti Pelati includendo le terre di Vespia. L’indagine, affidata alla dottoressa forestale Roberta Benetti, ha confermato la continuità tra le due aree dal punto di vista forestale, paesaggistico, geologico e ambientale, sottolineando anche la compatibilità con i vincoli territoriali esistenti.