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CASTELNUOVO NIGRA - In ricordo l'avvocato Fulvio Croce ucciso il 28 aprile 1977 dalle Brigate Rosse. L’Ordine degli avvocati di Torino ha voluto ricordare il proprio presidente Fulvio Croce, nativo di Sale Castelnuovo (oggi Castelnuovo Nigra), con due giornate celebrative che hanno ripercorso i luoghi tante volte da lui frequentati e quelli che oggi gli rendono omaggio nel nuovo Palazzo di Giustizia.

Nella giornata di venerdì 17 un numeroso gruppo di avvocati guidati dalla presidente Simona Grabbi ha ripercorso le strade della città della Mole visitando la Curia Maxima, sede della Corte d’Appello con l’aula del processo, la biblioteca, la sala lui intitolata. Via Perrone 5 è stato scenario di una emozionante visita che ha compreso il cortile, teatro dell’omicidio, e gli ambienti del suo antico studio mentre la sede della Fondazione per l’Avvocatura Fulvio Croce, Palazzo Capris, è stata la tappa finale del viaggio nella memoria. Ulteriore occasione celebrativa è stata la visita del regista Roberto M. Cuello, in arrivo da Udine per conoscere i luoghi dove si svolse la vicenda; il regista, affascinato dalla figura dell’avvocato, sta lavorando a un cortometraggio da realizzare insieme ai corsisti dell'Università della terza età di Udine, dove insegna sceneggiatura. «La sua è una storia che rende orgogliosi gli avvocati torinesi e tutti gli avvocati», ha detto Simona Grabbi, presidente dell’Ordine, custode e paladina della valorizzazione della storia straordinaria di Fulvio Croce e del suo contenuto simbolico per tutta la comunità e per l’Ordine degli avvocati in particolare.

Nella giornata di sabato 18 aprile i consiglieri dell’Ordine con il segretario avvocato Strata, il presidente della Fondazione avvocato Maggiora, l'ex sindaco di Cuorgnè, Giuseppe Pezzetto, e accompagnati dalla ricercatrice storica Nadia Bontempo hanno visitato i luoghi così amati dall’avvocato Croce a Sale Castelnuovo, capoluogo di Castelnuovo Nigra. Nel piccolo centro è stato possibile visitare la sua antica, amata casa, grazie alla cortesia della proprietaria Elisabetta Tamietti, rendere omaggio al busto in bronzo presso la sede comunale con il sindaco Enrica Caretto, scoprire Palazzo Revelli con Jeannie Giachetti, antico comune ai tempi in cui egli fu sindaco per tre legislature, ed infine rivolgere tutti insieme un pensiero ed un saluto alla sua tomba presso il piccolo cimitero in vista delle sue montagne, Quinzeina e Verzel.

«In attesa del cinquantesimo anniversario che cadrà nel 2027, questa è stata l’occasione per ripercorrere i passi da alpino dell’uomo Croce, del giovane e brillante studente, dell’avvocato illustre - spiega Nadia Bontempo - Ma anche del sindaco dedito a modernizzare il piccolo centro rurale, del generoso uomo innamorato della sua terra e delle genti canavesane e torinese, del coraggioso custode del Diritto pronto al più alto sacrificio per lo Stato democratico che poté riaffermare, grazie al suo coraggio e a quello degli avvocati che assunsero il ruolo di difensore di ufficio prima e dopo il suo omicidio, di essere uno Stato di diritto».