CHIVASSO - In questo inizio di 2026 il Concorso Letterario Internazionale Amilcare Solferini compie un passo ulteriore nel proprio percorso culturale e simbolico, introducendo una novità destinata a lasciare il segno: il volto della locandina diventa identità, racconto, presenza. Da questa edizione nasce ufficialmente «La Ragazza del Solferini», una figura pensata per incarnare visivamente lo spirito del contest e il suo dialogo continuo tra parola scritta e linguaggi artistici.
Per il 2025, questo ruolo è affidato a Elena Carta, classe 1998, grafica di formazione e modella amatoriale per progetti artistici, originaria di Chivasso. Un volto giovane, ma già caratterizzato da un percorso formativo e creativo solido. Dopo il liceo artistico, Elena si laurea in Design della Comunicazione al Politecnico di Torino, per poi approfondire la grafica d’arte all’Accademia Albertina. La sua ricerca si muove tra immagine e narrazione, tra segno visivo e costruzione di senso, con una particolare attenzione ai progetti collettivi e alle pratiche sperimentali condivise. La scelta di introdurre una «Ragazza del Solferini» non è soltanto estetica, ma profondamente simbolica. Il concorso, nato per rendere omaggio alla figura del poeta Amilcare Solferini e per promuovere la scrittura come forma di espressione libera e accessibile, rafforza così la propria identità culturale, affiancando alla parola scritta un volto che suggerisce storie, evoca immaginari, invita alla partecipazione. Un volto che non rappresenta, ma racconta.
Nel tempo, il Concorso Letterario Internazionale Amilcare Solferini si è affermato come uno spazio aperto e inclusivo, capace di coinvolgere autori di diverse età e provenienze, valorizzando opere inedite di poesia e prosa e promuovendo la cultura come pratica condivisa. L’introduzione di una figura simbolica come La Ragazza del Solferini si inserisce in questa visione: non una semplice testimonial, ma una presenza narrativa che accompagna il percorso del concorso e ne amplifica il messaggio. La locandina della IX edizione è il risultato di un lavoro corale: la fotografia professionale è firmata da Igor Gribaldo, mentre la grafica è curata da Grafiche Actis. Insieme, immagine e progetto visivo contribuiscono a costruire un’identità riconoscibile, capace di dialogare con il presente senza perdere il legame con la memoria e la tradizione letteraria da cui il concorso trae origine.
Con La Ragazza del Solferini, il premio non cambia pelle, ma approfondisce il proprio racconto. Un gesto che conferma la volontà di guardare al futuro, mantenendo viva l’idea di cultura come incontro, narrazione e condivisione. Una nuova storia che comincia da un volto, per tornare, come sempre, alle parole.








