CHIVASSO - Come si fa ad avvicinare i ragazzi alla lettura nell’era di Internet? In un tempo dominato da schermi, notifiche e contenuti veloci, la risposta potrebbe arrivare proprio dai giovani. È questa l’idea alla base del progetto «Ti racconto», realizzato a Chivasso dalla classe 3ªA del Liceo Newton, indirizzo Classico della Comunicazione, nell’ambito dei percorsi per Formazione scuola lavoro (ex PCTO).
L’iniziativa nasce dall’esperienza sul campo: i libri letti durante gli anni di scuola, romanzi e racconti che hanno accompagnato lezioni e riflessioni, sono stati reinterpretati dagli studenti in chiave moderna, diventando strumenti di comunicazione capaci di parlare ai loro coetanei. «Abbiamo scelto di utilizzare come spunto le letture che abbiamo condiviso con i docenti – racconta la studentessa Sandra Bonisolo – e le stiamo trasformando in giochi, podcast e percorsi di lettura condivisi, per incuriosire soprattutto i lettori più giovani». «La scommessa del progetto è ambiziosa: usare la tecnologia digitale e le strategie tipiche dei social network non come alternativa alla lettura, ma come ponte verso di essa. Un modo per riportare i ragazzi al contatto con i libri, siano essi cartacei o digitali, sfruttando linguaggi e strumenti a loro familiari - aggiungono dal liceo chivassese - Al centro dell’iniziativa resta la convinzione che leggere significhi sviluppare un potenziale enorme: stimola l’immaginazione, accresce le conoscenze, alimenta la curiosità e rafforza il pensiero critico. Un patrimonio che oggi si trova a competere con l’immediatezza e la pervasività di Internet».
Il progetto, curato dalla professoressa Lorenza Pasquariello, è realizzato in collaborazione con la fondazione Esperienze di Cultura Metropolitana e con la biblioteca multimediale Archimede, che hanno sostenuto l’iniziativa offrendo competenze e spazi di confronto. «Proprio il contributo della biblioteca si è rivelato fondamentale per guidare gli studenti nella valorizzazione dei contenuti e nella costruzione di percorsi accessibili e coinvolgenti - sottolineano dal Liceo Newton di Chivasso - La dottoressa Loredana Prisco ha seguito gli studenti in questo percorso di formazione, mentre Giovanni Gualtieri, tecnico audio e video della sala conferenze Primo Levi e del Teatro Garibaldi ha messo a disposizione le sue competenze per aiutare i ragazzi a realizzare i podcast». Gli allievi si sono messi alla prova trasformandosi in giornalisti in occasione dell’incontro con Pietro Grasso, ex magistrato, procuratore nazionale dell’antimafia e poi presidente del Senato della Repubblica. Annapaola Martini e Sandra Bonisolo hanno raccolto la sfida intervistandolo e moderando l’incontro che si è svolto martedì 3 febbraio nella Sala Primo Levi, in presenza di un pubblico numeroso e attento.
«E’ stata un’esperienza molto interessante» spiegano i liceali con la soddisfazione di chi è riuscito ad affrontare una prova impegnativa. Hanno saputo gestire in modo efficace la conversazione con l'ex magistrato, che ha parlato della penetrazione delle associazioni mafiose nel tessuto sociale italiano e ha sottolineato l'importanza di portare il tema al centro del dibattito pubblico. «Pietro Grasso è stato molto disponibile – aggiunge Annapaola -. Ha presentato anche il suo testo “Da che parte stai? Tutti siamo chiamati a scegliere”, una graphic novel pensata per avvicinare gli studenti a un tema così drammatico e urgente». L’ex magistrato ha ricordato che la mafia va combattuta innanzitutto conoscendo in quale modo si organizzano e operano le cosche mafiose. «E’ un uomo che ama il suo lavoro, nonostante le difficoltà, ed è molto disponibile a incontrare i ragazzi delle scuole – conclude Sandra Bonisolo -. Oggi è questo il compito che sente come un dovere». Pietro Grasso ha incontrato anche le classi 1A e 1B in occasione del Festival della letteratura di Chivasso. «L’esperienza del FSL "Ti racconto” dimostra così che la distanza tra giovani e libri non è incolmabile - chiosano dal Newton - basta cambiare prospettiva e linguaggio. E forse, per riportare la lettura al centro, la strada migliore è proprio quella indicata dai ragazzi stessi».














